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"Nessuno, pertanto, è oggi in grado di dire che Taranto dispone di condizioni adatte a quell’impianto, ma neanche di negarle", scrive l'Assessore all'Ecologia della Regione Puglia

Rigassificatore: la "non" risposta dell'Assessore Losappio ai nostri dubbi

Ancora una volta i toni vaghi e diplomatici della politica si rivelano incapaci di risposte concrete
19 gennaio 2007

All'attenzione di Lea Cifarelli


Cara amica,

la Segreteria del Presidente Vendola mi ha inviato ieri la Sua nota chiedendomi di chiarirLe la posizione della Regione sulla questione rigassificatore.
E' quello che proverò a fare senza pretesa di convincere, ma solo per spiegare.
Non è stata la Regione a “pensare” o a “indicare” Taranto come sito di un rigassificatore. Non c'è né una dichiarazione né un atto regionale che vada in tale direzione.
La Regione ha indicato invece nel suo PEAR (in adozione) e negli atti conseguenti la volontà di contribuire allo sforzo richiesto dal Governo Nazionale e in particolare dal Presidente del Consiglio e dal Ministro dello Sviluppo Economico per ridurre la dipendenza energetica dell'Italia sul gas attraverso la collocazione di un impianto in Puglia che possa limitare, insieme ad altri in Italia, il “peso” dei monopolisti della distribuzione del gas attraverso i metanodotti.
Si può concordare o meno con questa nostra disponibilità volta a contribuire al rilancio del Paese in una logica di solidarietà (che poi è la stessa che chiediamo alle altre Regioni su altri temi come, ad esempio, la sanità), ma di questo si tratta.
Non Taranto, perciò, ma la Puglia.
La Regione, però, ha posto delle condizioni per questa sua disponibilità, facendo così tesoro dell'esperienza di Brindisi dove il precedente Governo Regionale dell'on. Fitto aveva accolto l'impianto senza la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
E le condizioni sono: 1) procedura di VIA da eseguirsi, come prevede la legge, in Puglia oltre che al Ministero dell'Ambiente. 2) consenso delle Amministrazioni locali.
Come si vede sono i due elementi che mancano a Brindisi e per questo motivo la Regione è esplicitamente contraria, sulla base di un documento votato all'unanimità dal Consiglio Regionale nell'agosto 2005, a quel rigassificatore in costruzione che è privo della VIA (sostituita da uno studio di impatto ambientale) e del consenso di Comune e Provincia.
Il nostro no a Brindisi non vuol dire sì a Taranto o ad altro sito ma solo la certezza che dovunque si faccia il rigassificatore (e uno solo) ci siano queste due condizioni.
In particolare per Taranto la VIA regionale è agli inizi ed è consistita fin'ora nelle audizioni di diversi soggetti, fra cui Lega Ambiente ed il Comitato per il NO.
Nessuno, pertanto, è oggi in grado di dire che Taranto dispone di condizioni adatte a quell'impianto, ma neanche di negarle.
Cordialmente.

Michele Losappio – Assessore alle Politiche energetiche

Modugno, 9 gennaio 2007

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