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Ieri a “La Vita in diretta” il dramma ambientale di Taranto

L’associazione “Bambini contro l’inquinamento” ha illustrato nella popolare trasmissione di RaiUno la propria battaglia contro il degrado ambientale. La trasmissione è andata in onda in diretta dal quartiere Tamburi, dove gli effetti inquinanti sono più visibili e drammatici. L'appello: "La gente non può più aspettare, salviamo la Città".
17 aprile 2008
Ilaria Pagliarulo
Fonte: Corriere del Giorno

- “Bambini contro l’inquinamento: una sfida da vincere, una città da salvare”. E’ questo il biglietto da visita con cui l’associazione, presieduta dal pediatra Pino Merico, ha partecipato al programma di Rai uno “La Vita in diretta”, per poter esporre al Paese la drammatica situazione di una città, Taranto che adagiata sulle sponde dello Jonio e attraversata da venti caldi e moderati, potrebbe puntare su un diverso modello di sviluppo, ponendo un freno alla tragica realtà industriale.

La trasmissione è andata in onda in diretta dal quartiere Tamburi, dove gli effetti inquinanti sono più visibili e drammatici. I bambini dell’associazione, e i tanti altri unitisi ad appoggiare la manifestazione, hanno spiegato nel corso della trasmissione il contributo che l’associazione sta dando alla lotta all’inquinamento.

«Il nostro compito è di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni, affinchè si prendano subito dei provvedimenti a riguardo; la gente non può più aspettare». Merico e la cittadinanza presente fanno sentire la loro voce, «con il nostro impegno siamo riusciti ad organizzare un incontro con Vendola, abbiamo sollevato il problema della diossina nel latte materno, facendo fare gli esami a tre donne di altrettanti quartieri di Taranto, abbiamo svolto un’importante manifestazione, nel marzo scorso, con i bambini che hanno marciato per dire stop all’inquinamento.

Tutto questo - prosegue Merico - è servito a far sì che si arrivasse alla stipulazione di un accordo tra la Regione Puglia, il Comune e la provincia di Taranto , e il Governo, per un monitoraggio continuo delle emissioni inquinanti prodotte dall’ Ilva».

L’attenzione dei partecipanti all’evento si è trasformata, poi, in commozione, quando l’inviato della “Vita in diretta” ha intervistato il papà di Massimo, il bambino morto alcuni anni fà a soli undici mesi per un tumore al cervello, e a cui il giornalista ha dedicato questo servizio di cronaca. Tanti altri sono stati anche gli interventi e le testimonianze di persone che hanno perso i loro cari affetti da malattie la cui incidenza è direttamente collegata al livello d’inquinamento della città.

Emblematica è stata anche la scelta del luogo in cui si è svolto il collegamento Rai, Piazza Gesù Divin Lavoratore, la stessa dalla quale era partita la marcia dei bambini contro l’inquinamento, e da cui sono visibili al pubblico televisivo le ciminiere dell’Ilva e la sua scarsa, per non dire nulla, distanza dall’abitato cittadino. Gli effetti di questa lotta contro l’avvelenamento da composti chimici sta dando i primi risultati, come spiega Merico, infatti «la città ha ora uno spettometro, capace di monitorare, di giorno e di notte, il livello di emissioni inquinanti».

Sembra, finalmente, che la città di Taranto, in cui il problema della contaminazione e del degrado ambientale è presente da diversi decenni, abbia trovato un coro di voci capace di dare un contributo rilevante alla denuncia dei mali sociali e alla promozione dell’equilibrio tra uomo e natura.

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