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Regione: sì all’unanimità alla legge sulla trasparenza

Via i limiti previsti dalla legge 241 del ’90: non bisognerà dimostrare interessi personali o collettivi per accedere alle norme e alle procedure di tutti gli enti locali. L’assessore Minervini parla di rivoluzione anche negli appalti pubblici. Vendola: abbiamo tolto il «burqa» alla burocrazia e sgretolato l’immagine della casta
12 giugno 2008
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Libero accesso per chiunque ne abbia voglia, indipendentemente da un interesse professionale, personale o collettivo, agli atti della pubblica amministrazione; pubblicazione on line di ogni procedimento riguardante l’affidamento di un appalto; utilizzo delle web-cam per la massima trasparenza dello svolgimento dei concorsi pubblici. Sono questi i punti principali della legge sulla «trasparenza dell’attività amministrativa della Regione Puglia», portata in consiglio regionale ieri dall’assessore alla Trasparenza Guglielmo Minervinie approvata, dopo qualche modifica richiesta in particolare da An, all’unanimità.

«Un bel risultato» ha detto a caldo il presidente del consiglio Pietro Pepe , raccogliendo il sì convinto dell’Udc (Gino Caroppo) e quello di An, col capogruppo Roberto Ruocco che ricorda la propria pdl in materia. Mentre l’assessore al ramo si è detto soddisfatto per il fatto che così la regione dimostra «che sta recuperando, in termini di efficienza e credibilità, il giudizio dei cittadini». Tre i principi innovativi della legge che, come ha ricordato il relatore Michele Ventricelli , supera gli sbarramenti all’accesso previsti dalla legge 241 del ‘90 (riservato solo ai «portatori di interesse» e adegua la normativa regionale ai principi comunitari in materia: legalità, efficienza e partecipazione.

La Legge in pillole
Maggiore trasparenza dunque nell'accesso agli atti e ai documenti, così come maggiore trasparenza anche nel settore degli appalti pubblici. Ecco i punti salienti della legge.

APPALTI - Via al prezziario unico come unico parametro di riferimento per gli appalti dei lavori pubblici o quella della scelta degli esperti nelle commissioni aggiudicatrici. Tutte le procedure dell’affidamento saranno pubblicizzate.

CONCORSI - Massima pubblicizzazione (anche on line) delle procedure concorsuali e selettive per il personale della Regione. Accolti quattro emendamenti di An che prevedono anche il sorteggio pubblico per la nomina dei due terzi dei commissari nell'ambito dei ruoli esterni degli albi professionali e la diretta televisiva sul digitale terrestre. Su internet anche la pubblicazione del verbale della prima riunione della commissione esaminatrice con criteri e modalità di valutazione delle prove concorsuali.

CONSULENTI -Trasparenza nel conferimento degli incarichi di consulenza esterna. Tutte le informazioni istituzionali saranno rese pubbliche attraverso il Portale unico della regione. Ci sarà anche il Portale ufficiale del consiglio regionale e saranno noti tutti gli incarichi anche degli enti strumentali collegati.

ACCESSO PER I CITTADINI - Gli atti della Regione saranno consultabili da tutti, anche via internet e non solo dai «portatori d’interesse».
Con un salto non da poco per la Regione: l’accesso a tutti potrà tradursi (nel caso di procedure d’appalto, ad esempio) anche nel dover incappare in controversie di cittadini che sinora non avevano possibilità di conoscere in tempo reale l’attività amministrativa.

Legalità perché è più difficile aggirare le norme quando sono note a tutti; trasparenza perché ogni atto non potrà più essere occultato o circoscritto ai più; efficienza perché - spiega Minervini - le procedure dei rapporti tra cittadino e p.a. saranno inevitabilmente velocizzate.

La novità è che ci sarà trasparenza anche nel conferimento degli incarichi professionali e di consulenza esterna, oggetto nei giorni di scorsi delle contestazioni da parte del Pdl.

A tal proposito, il capogruppo di FI, Rocco Palese, in apertura di seduta aveva posto una pregiudiziale: conoscere cioè la data entro la quale il governo regionale dovrà far conoscere lo stato delle consulenze esterne. Immediata la replica dell'assessore Minervini: «Sarà uno dei primi effetti di questa legge e non solo per la Regione ma anche per tutti gli enti strumentali collegati, a patto però che si riepiloghi la serie storica delle consulenze, comprese quelle della scorsa legislatura».

«Finalmente si è tolto il “burqa” alla burocrazia regionale. Un provvedimento che sgretola l’immagine finora consolidata di una casta - rimarca il presidente della Puglia Nichi Vendola- fatta di camere oscure e di percorsi tortuosi accessibili a pochi e fortunati slalomisti».

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