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A Taranto la polemica: c'è inquinamento

«I dati raccolti dall’Arpa nel 2005 e nel 2006 a Taranto sono validi. L’inquinamento c’è e si vede». Assennato, replica alle osservazioni - definite inquietanti - del ministero dell’Ambiente in cui si boccia l’attività di monitoraggio dell’aria effettuata negli ultimi 3 anni
17 agosto 2008
Fulvio Colucci
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- La doccia fredda per l’Arpa è arrivata dalle osservazioni che il direttore generale del ministero dell’Ambiente, Bruno Agricola, ha inviato all’Agenzia regionale lo scorso 7 agosto. Riferendosi al monitoraggio del benzoapirene, effettuato nell’ottobre del 2005 e nel febbraio del 2006, il ministero ha rilevato che «le campagne effettuate non possono essere ritenute valide ai fini dell’individuazione di specifiche criticità ambientali e quindi della possibilità di imporre limiti più restrittivi rispetto a quelli definiti dalle norme o raggiungibili con le migliori tecniche disponibili».

Tradotto dal burocratese, non si può tenere conto di quei dati (e degli eventuali sforamenti ai limiti previsti dalla legge) perché i controlli effettuati tre anni fa non sono conformi al decreto legislativo 152 del 2007 nel quale è previsto che le misurazioni vanno effettuate per un periodo di 120 giorni, ripartite in modo uniforme e calcolando la media. Il ministero ha chiesto, per il 2008, di adeguare le misurazioni effettuate ai requisti previsti dal decreto, distinguendo, inoltre, l’incidenza dell’inquinamento industriale da quello legato al traffico.

Distinzione, quest’ultima, che il ministero dell’Ambiente ha suggerito di tener presente anche per i dati del 2005, del 2006 e del 2007 relativi a biossido di azoto e pm 10 (le polveri sottili).

Professor Assennato, il ministero dell’Ambiente boccia i dati raccolti nel 2005 e nel 2006 dall’Arpa. Ci saranno ulteriori ritardi nel rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale?

«No, i tempi dovranno essere comunque rispettati. Non si potrà derogare dalla data del 31 marzo2009. Le osservazioni del ministero non mi stupiscono anche se le considero francamente inquietanti ».

Perché?

«Leggendo le critiche sembra di trovarsi di fronte ad osservazioni del ministero delle Attività produttive. Bisogna chiedere al direttore generale Bruno Agricola perché è stato usato un sillogismo inquietante e assurdo: secondo il ministero le misurazioni effettuate nel 2005 e nel 2006 non sono valide perché i dati raccolti non rispettano i criteri stabiliti dal decreto legislativo del 2007. E’evidente l’assurdità: come potevamo fare campionamenti seguendo, due anni prima, i criteri imposti da una legge due anni dopo? Io difendo quei risultati: sono validi scientificamente e rientrano nelle procedure per il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale. L’Aia è concessa dal ministero dell’Ambiente con il supporto dell’Agenzia nazionale cui l’Arpa fa riferimento. Non credo che per l’Agenzia nazionale quei dati non siano validi».

Un intoppo burocratico, insomma, che però potrebbe aver un peso “politico”. Il ministero vi chiede anche di distinguere tra inquinamento industriale e da traffico.

«La distinzione dovrebbero tenerla a mente anche loro ben sapendo, perché ormai arcinoto, che i risultati del monitoraggio offrono dati nei quali è evidente l’impatto industriale sulla qualità dell’aria. Cos’altro c’è da aggiungere? Il benzoapirene è verosimilmente legato all’attività delle cokerie dell’Ilva. Il benzoapirene è l’agente inquinante monitorato nel 2005 e nel 2006 e di cui sono accertati gli sforamenti dalle centraline poste al quartiere Tamburi».

Su questi dati è prevedibile un «braccio di ferro» con il ministero?

«No, la prossima settimana, rientrando al lavoro, risponderò tecnicamente, punto su punto, alle osservazioni. Stupisce lo zelo ministeriale in ragione del fatto che, ad esempio, non hanno mai risposto alla richiesta del presidente della Regione Nichi Vendola di modificare i parametri di legge sulle diossine, adeguandoli agli standard europei. Eppure la richiesta è di un anno fa».

Il ministro per l’Ambiente ha azzerato la commissione per il rilascio dell’Aia, ora giungono queste «osservazioni». Cosa pensa?

«Faccio una riflessione da semplice cittadino: mi sembra che il governo adotti due pesi e due misure. Così per il Mezzogiorno, condizionato storicamente da problemi occupazionali, si favorisce una certa politica tendente a lasciare inalterate situazioni o a diluire nel tempo soluzioni altrove, invece, già adottate. Mi riferisco, per esempio, all’emergenza diossina: in Friuli, o in Toscana, è un ricordo del passato. Perché qui ancora no?».

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