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«Il ministero ha ordinato all'Ilva di abbattere l'inquinamento»

Losappio «tale richiesta smentisce di fatto le dichiarazioni Ilva secondo cui vi sarebbero concentrazioni simili a quelle riscontrabili in qualsiasi area urbana, se non addirittura inferiori, e tali da non giustificare l'applicazione di misure restrittive». ILVA: infondate le preoccupazioni della Regione
12 gennaio 2009
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Michele Losappio
BARI – Dopo avere valutato i risultati di accertamenti compiuti il 29 ottobre scorso dall’Arpa Puglia sull'inquinamento da diossine nello stabilimento Ilva di Taranto, il 9 gennaio il ministero dell’Ambiente ha chiesto all’azienda di delimitare meglio l’area inquinata in estensione e profondità e di «attivare misure di messa in sicurezza mediante rimozione della fonte inquinante».

Lo rende noto l'assessore regionale all’ecologia, Michele Losappio, secondo cui tale richiesta «smentisce di fatto le dichiarazioni Ilva secondo cui vi sarebbero concentrazioni simili a quelle riscontrabili in qualsiasi area urbana, se non addirittura inferiori, e tali da non giustificare l’applicazione di misure restrittive».


Nella nota, riferisce Losappio, il ministero chiede all’Ilva di «comunicare le misure di prevenzione e protezione adottate» e «di integrare la caratterizzazione dei terreni per delimitare l'estensione dell’area contaminata e la sua profondità, e di attivare misure di messa in sicurezza mediante rimozione della fonte inquinante».

Losappio rileva, infine, che gli accertamenti compiuti dall’Arpa nello stabilimento hanno «accertato il superamento dei valori limite di Csc per il parametro Cdc/Pcdf» e auspica «che Ilva si assuma le sue responsabilità ed ottemperi a quanto indica la legge ed il buon senso».

ILVA: DESTITUITE DI FONDAMENTO PREOCCUPAZIONI REGIONE SU SLITTAMENTO CRONO-PROGRAMMA RIDUZIONE DIOSSINA

Per l'Ilva di Taranto sono «destituite di fondamento le preoccupazioni espresse» da «autorevoli esponenti politici della Regione Puglia su un presunto passo indietro dell’azienda rispetto» al crono-programma per ridurre le emissioni di diossina. In una nota, l’azienda «conferma che gli impegni previsti non hanno subito modifiche» e considera «fuorviante l'estrapolazione di una frase dal contesto generale dello Studio di Fattibilità Integrato (composto da 54 pagine e 21 allegati), tenuto conto che detto Studio è stato predisposto ed inviato alle autorità competenti esclusivamente per adempiere ad una specifica richiesta della Commissione Aia di approfondimento degli aspetti sulle tecniche utilizzate, ancorchè in fase sperimentale, in ambito europeo su impianti similari».

L'Ilva precisa, inoltre, «che la considerazione riportata nel citato Studio di Fattibilità, relativamente ai "valori rilevati di PCDD/F in aria ambiente simili, se non addirittura inferiori, a concentrazioni riscontrabili in qualsiasi area urbana che non giustifica quindi l’applicazione di misure restrittive di contenimento delle emissioni di PCDD/F", trae origine dai risultati delle attività di rilevamento effettuate da Arpa Puglia, nel corso delle campagne di giugno 2007 e febbraio 2008, e dai dati riportati nella relazione della stessa Agenzia, presentata alla V Commissione della Regione Puglia nell’audizione del 19 novembre 2008, con riferimento alla campagna di monitoraggio effettuata dal Cnr-IIA, nell’ambito del progetto finalizzato "Impatto sulla salute di particolari condizioni ambientali e di lavoro, di provvedimenti di pianificazione territoriale"».

«Riguardo, infine, la legge regionale sui limiti di emissioni delle diossine, ferma restando la necessità di approfondire gli aspetti giuridici ad essa collegati, Ilva, conferma la già manifestata preoccupazione sulla motivata impossibilità tecnica ad adempiere gli obblighi da essa introdotti, a partire dal rispetto del valore limite di 2,5 nanogrammi TEQ/Nmcubo, che non potrà essere assicurato dall’utilizzo di urea, la cui capacità di abbattere le diossine, come è ben noto, è quella di ridurre della metà gli attuali circa 7 nanogrammi TEQ/Nmcubo».

L’Ilva considera «tecnicamente impraticabile l’ulteriore riduzione del valore limite a 0,4 nanogrammi TEQ/Nmcubo entro il 31/12/2010, tenuto conto dell’attuale carenza di conoscenze sull'affidabilità nel tempo dei sistemi di abbattimento».

A tal riguardo, Ilva esprime infine «perplessità sul reale contributo che la legge regionale potrà dare al già avviato processo di riduzione delle emissioni di diossine ed auspica che essa non rappresenti un ostacolo al raggiungimento degli obiettivi prefissati con il crono-programma di adeguamento dello stabilimento alle Bat».

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