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Incontro senza… conclusioni

Il Ministro Prestigiacomo ai sindacati: “Legge antidiossina illeggitima”. E paventa la chiusura degli impianti Ilva. L'assessore Pelillo: “Qui sono in ballo dei diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione”.
4 febbraio 2009
Alessandra Congedo
Fonte: TarantOggi

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E’ stato un incontro solo ed esclusivamente per informare i sindacati delle intenzioni del Governo sulla questione-Ilva. Tutto qui, nessuna vera decisione ma sotterraneamente la possibilità di chiudere gli impianti. Il Ministro Prestigiacomo ha incontrato, ieri sera, al Ministero dell’Ambiente, i vertici nazionali, regionali e provinciali dei sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil. Il tutto per dichiarare che la legge antidiossina appena varata dalla Regione Puglia “sarebbe illegittima”, che va a inoltrare di altre procedure la Commissione Aia, con tutte le conseguenze del caso.

Inoltre, la Prestigiacomo avrebbe paventato, a quanto sembra, “la chiusura dell’esercente (l’Ilva – ndr) si attivasse la legge e non fossero rispettati i limiti da essa imposti” . La proposta del Ministro? Fermo restando la validità della legge antidiossina, formare una equipe di esperti superpartes affinché si verifichino le validità dei limiti imposti dalla stessa legge regionale. “La mia posizione personale?”, è stato il primissimo commento di Giuseppe Lazzaro, segretario provinciale della Fim Cisl, presente all’incontro. “Il lavoro viene prima di tutto – dice Lazzaro – e ciò significa salvaguardare i livelli occupazionali e l’ambiente di lavoro. E quando dico ambiente di lavoro, mi riferisco ai tanti dipendenti che subiscono malattie professionali, che vivono in un ambiente difficile. E’ ora di dire basta ai giochi e giochino di tutti”. Sbotta Lazzaro, perché evidentemente non ne può più di incontri e confronti in cui si dice tutto e il contrario di tutto: “Si mettano una volta per tutti d’accordo su cosa c’è da fare: Governo, Regione, tutte le istituzioni, Ilva, tutti quanti. Che tutti facciano la loro parte, anche il magistrato se c’è da perseguire qualcuno o qualcosa sul tema ambientale: parlare non serve più a nulla”.

Uno sfogo più che comprensibile. Ma anche una proposta: “Tutti, dico tutti, pongano in atto le migliori procedure possibili affinché si possano usare le migliori tecnologie possibili per rendere più sicura e meno inquinante l’Ilva, a costo di attendere i
tempi giusti, anche tempi che potrebbero non essere quelli della politica o della legge regionale. Ma, ripeto, ora basta con i giochetti: non si può più scherzare con la pelle e i portafogli dei lavoratori”

PELILLO, SU ILVA TARANTO CONFERMATE PREOCCUPAZIONI

”Avevo, dunque, ragione a manifestare tutta la mia apprensione - ha aggiunto - e quelle che si ritenevano solo delle anticipazioni giornalistiche si svelano notizie fondate. A questo punto ritengo sia necessario un atto di responsabilita’ da parte di chi ha realmente la possibilita’ di dipanare il mistero. L’Ilva o il Ministro divulgano informazioni in totale contrapposizione tra loro: chi dice il vero? Chi sta usando questa situazione cercando di strumentalizzare il diritto alla salute della nostra gente? - si e’ chiesto Pelillo - Ricordiamo, per la cronaca, che proprio un esponente dell’industria aveva rassicurato la Regione circa i tempi di introduzione dell’Urea e che fino ad oggi non sono arrivate notizie ufficiali in contrasto rispetto a questo accordo”.

“Apprendiamo sempre dalla stampa che l’Ilva ha inviato una nota alla Presidenza del consiglio per chiedere l’intervento del Governo - ha concluso Pelillo - la citta’, oggi piu’ d ieri, ha solo bisogno di risposte certe, i tarantini hanno il diritto di sapere la verita’ e la politica responsabile non consentira’ a nessuno che si semini paura. L’Ilva o il Ministro facciano chiarezza in tempi certi e smettano di giocare al solito teatro del ricatto occupazionale. Qui sono in ballo dei diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione - conclude Pelillo - e non e’ possibile e non e’ moralmente sostenibile che sul diritto alla salute e sul diritto al lavoro si possa prendere altro tempo”. (AGI)

Scalera e Laurora (Udc): “Sull'Ilva Prestigiacomo ha perso troppo tempo ora non accettiamo ricatti”

“L’immobilismo del Governo sulla vicenda Ilva è inaccettabile. Non è possibile scaricare sulla legge regionale le responsabilità dei ritardi dell’azienda e dello stesso Ministero. L’Ilva deve adeguarsi in breve tempo, se vuole può farlo. I tarantini non possono continuare a riempire i loro polmoni di diossina. La tutela della salute pubblica è prioritaria”. I consiglieri regionali dell’Unione di Centro Antonio Scalera e Carlo Laurora ritengono che il ministro Prestigiacomo non abbia fatto quello che avrebbe dovuto.

“Parla di tempi e parametri restrittivi, ma non si è mossa con la determinazione richiesta dall’urgenza del caso”, spiegano i due esponenti dell’Udc. “Contemperare le esigenze occupazionali con quelle ambientali è possibile- aggiungono - ma evidentemente manca la volontà ed oggi questa situazione emerge in modo molto chiaro: se l’Ilva deve adeguarsi entro i tempi previsti dalla nuova legge regionale, è a rischio l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) e, quindi, la prosecuzione dell'attività dello stabilimento. Se la Regione cede sui tempi è possibile concedere l’Aia. Non lo accettiamo, questo è un ricatto bello e buono”. Scalera e Laurora chiedono alla Regione di convocare immediatamente un vertice per fare chiarezza sulla situazione.

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