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Da Taranto, Alessandro Marescotti di Peacelink: contro la diossina nella carne servono più controlli

"Nel 17 per cento dei campioni di latte di pecore e capre è stata trovata una concentrazione di diossina superiore ai limiti di legge. Quando si è passati ad analizzare la carne gli “sforamenti” per diossina sono saliti all'83 per cento. Quando poi in laboratorio è stato portato il fegato di pecore e capre il dato è stato preoccupante: nel 100 per cento dei casi è stata riscontrata diossina sopra i limiti di legge".
7 luglio 2009
Fuvio Colucci (Gazzetta del Mezzogiorno)

«C'è diossina nelle carni a Taranto?». Alessandro Marescotti, Peacelink se lo chiede insistentemente; ma va evitato il rischio della psicosi. «Certamente. Perciò è importante sapere che il Dipartimento di prevenzione della Asl di Taranto avvierà una vigilanza sui macelli baresi dove viene macellata la carne tarantina. Sulla Gazzetta del Mezzogiorno di sabato scorso il dottor Michele Conversano ha infatti dichiarato che vi sarà una sorta di “coordinamento” fra il Dipartimento di Prevenzione di Taranto e quello di Bari. E’ una buona notizia, ma perché questo nuovo fronte di monitoraggio?».
Diossina delle pecore


Teme qualcosa? «Vi sono dati che l'opinione pubblica deve conoscere. L’Asl ha effettuato fino a ora preliminarmente i controlli sul latte di pecore e capre (le più esposte alla diossina perché brucano l'erba ingoiando anche la terra contaminata). Solo quando i campioni di latte analizzati hanno superato i valori di legge si è proceduto all'analisi della carne. Nel 17 per cento dei campioni di latte di pecore e capre è stata trovata una concentrazione di diossina superiore ai limiti di legge. Quando si è passati ad analizzare la carne gli “sforamenti” per diossina sono saliti all'83 per cento. Quando poi in laboratorio è stato portato il fegato di pecore e capre il dato è stato preoccupante: nel 100 per cento dei casi è stata riscontrata diossina sopra i limiti di legge. Su 16 analisi del fegato di capre e pecore effettuate nel 2008 tutte e 16 davano valori fuori legge. Questo è accaduto nonostante la legge sia molto più “per missiva” per il fegato rispetto a latte e carne. Il dato ancora più preoccupante è che sono stati riscontrati nel fegato di questi animali non dei semplici superamenti ma concentrazioni significativamente elevate, come ha rilevato l'allevatore Vincenzo Fornaro: 10-20 volte superiori rispetto al latte».

Allora l’allarme c’è? «Diciamo che c’è una criticità da tenere assolutamente in conto. Noi riteniamo necessario di cambiare la “strategia del latte” fino a ora seguita. Se infatti si continueranno a fare controlli sul latte di pecora e capra è ragionevole attendersi 1 o 2 superamenti ogni 10 analisi; se invece si controllerà il fegato la quantità dei superamenti attesi sarà molto più elevata. Qual è allora la strategia da adottare alla luce di queste considerazioni? La risposta è semplice: è la “strategia del fegato”. Occorre verificare preliminarmente il fegato, dove si concentra “al massimo” la diossina. Ecco perché la scelta del Dipartimento di Prevenzione di ordinare prelievi direttamente nei macelli è saggia e necessaria».

Il Dipartimento di prevenzione dell’Asl è alle prese con una carenza di risorse. «Ogni controllo sulla diossina costa un migliaio di euro! E' necessario sostenere l'enorme sforzo che la struttura guidata dal dottor Michele Conversano sta compiendo. E' legittimo chiedere alla Regione Puglia di aumentarne la dotazione dei fondi. Anche perché dobbiamo essere certi che, sempre in tema di diossina, i fegatini che vengono serviti ai turisti non superino i limiti di legge».

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