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Lettera aperta all'Assessore Regionale Michele Pelillo

La sua rielezione a furor di popolo, lei lo sa bene, è frutto soprattutto di ferme prese di posizione contro le malversazioni dell'industria pesante. Perciò lei ha ampio mandato dai tarantini perché li difenda in ogni modo
2 luglio 2010
Giancarlo de Matteis

Gentile Ass. Pelillo,
leggo da Tarantosera, giornale purtroppo con posizioni più spesso a favore dell'industria che della città, che intenderebbe ritirare il ricorso al Tar della Regione, quindi anche nostro, contro l'autorizzazione concessa dal Governo centrale, come sempre senza riserve, sulla realizzazione della centrale Eni a Taranto. Lei si sarebbe detto sorpreso per il silenzio del "territorio" sulla questione e perciò poco propenso a portare una crociata contro l'Eni.

A leggere le sue presunte dichiarazioni siamo noi cittadini a rimanere sorpresi ed esterrefatti, poiché il suo lodevole atto istituzionale costituisce una crociata per la salute e per i tarantini, non contro qualcuno.

La sua rielezione a furor di popolo, lei lo sa bene, è frutto soprattutto di ferme prese di posizione contro le malversazioni dell'industria pesante. Perciò lei ha ampio mandato dai tarantini perché li difenda in ogni modo, anche se inizia a serpeggiare il timore che certe posizioni siano meno ferme oggi che la sua rielezione è cosa fatta.
Per di più la sorpresa riguarda il fatto che mi risulta che la città abbia espresso pubblicamente il suo parere a più riprese, con la grande marcia di novembre e, non ultimo, col comunicato di Altamarea che illustrava dettagliatamente i motivi di un rifiuto verso una centrale che aggraverebbe non poco la situazione di un territorio sempre più martoriato e oggetto di vessazioni.

Vale la pena ricordare a quanti, in cattiva fede, dicono che quest'impianto sarà meno inquinante di quello che andrebbe a sostituire, che la potenza prevista è però cinque volte superiore alla precedente, sovraccaricando notevolmente il territorio di ulteriore inquinamento. Manifestazione Altamarea 2009

Taranto, sarebbe bene non dimenticarsene, è per legge città ad elevato rischio di crisi ambientale. Sembra quasi,tuttavia, che tanto per il Governo, quanto per i pochi che hanno costruito fortune attorno alla grande industria, la città debba accettare di subire ancora ulteriori attacchi mortali.

Le do senz'altro ragione sul fatto che la sua iniziativa meriterebbe un maggior sostegno dalle altre amministrazioni locali, ma a quale logica corrisponde il voler aggiungere una gravissima mancanza ad altre altrettanto gravi e intollerabili? Continui piuttosto a distinguersi in positivo dando il giusto esempio a quanti curano altri tipi di interessi e che sempre più si troveranno a pagarne le conseguenze al cospetto della ritrovata consapevolezza dei tarantini.

Lei sa bene che parliamo di una battaglia per la vita, che il nostro territorio conta morti da inquinamento ogni giorno, come sa bene, da assessore al Bilancio, che della nostra emergenza sanitaria ne paga le spese ogni cittadino di questa regione.

Quali altri motivi occorrono perché un rappresentante dei cittadini e delle istituzioni intervenga convintamente e senza assurdi tentennamenti a favore del proprio territorio?

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