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Lospinuso (PDL): “Con l'ILVA perseguire la strada dell'intesa”

30 ottobre 2010
Pietro Lospinuso (Consigliere regionale pdl)

Il Consigliere regionale PDL, Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota:
“Ci risiamo. Non è ancora scaduto il termine per l’entrata completa a regime della nota legge sulle diossine, rispetto alla quale - per riconoscimento della stessa Regione - l’ILVA ha pienamente onorato i suoi adempimenti, che si prepara la prossima offensiva contro un’azienda che già deve misurarsi con pesanti difficoltà di mercato, dolorosamente evidenziate da un nuovo ricorso alla Cassa Integrazione. Dopo le diossine ed i furani, dopo la costosa farsa del berillio, adesso pare sia il turno del benzo-apirene a riprendere l’ormai annoso gioco del tiro alla corda, che è sempre più a rischio di spezzarsi, con buona pace delle nostre 20 mila famiglia che vivono di ILVA, e che certamente non potrebbero seguire- per esempio- un’azienda delocalizzata all’estero.
A tal riguardo, è assolutamente giusto che a Taranto siano rispettate come dovunque le normative comunitarie a tutela del diritto costituzionale alla Salute, ma lo è molto meno che i soliti professionisti del fondamentalismo pseudo-ambientalista continuino a giocare sulla pelle del lavoro degli altri in una sorta di ricatto permanente fondato sulla pretesa che tali norme solo a Taranto siano violate all’insegna del rialzo dell’asticella, fino a renderle di fatto incompatibili con la sopravvivenza stessa di un tessuto industriale. Salvo poi dover modificare a posteriori provvedimenti tanto enfatizzati quanto demagogici e rovinosi, nonché ampiamente eccedenti le competenze regionali, come è già capitato alla legge sulle diossine.
All’Assessore Nicastro, che da neofita della politica regionale non ha incolpevolmente la memoria storica di questa importantissima questione, vorremmo ricordare la strada del Contratto di Programma con la quale per la prima volta si definì un progetto di risanamento dell’area-ILVA,con l’intesa di tutti i soggetti interessati ed anche con un sostanzioso investimento pubblico, che il governo regionale di sinistra ha inqualificabilmente dirottato altrove, di fatto abbandonando al suo destino i Tamburi.
Una strada, quella dell’intesa, forse faticosa, forse meno mediaticamente appagante come una reboante quanto insostenibile legge-spettacolo, ma comunque capace di trovare quel necessario equilibrio tra le ragioni della Salute e quelle del Lavoro che non possiamo permetterci di disperdere, evitando anche contenziosi il cui esito, come si è visto, non sarebbe comunque affatto scontato ”.

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