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Centralini delle Forze dell'ordine in tilt

Cattivo odore, panico in città

La Prefettura ha informato l'Arpa, l'Eni e l'Ilva
2 agosto 2011
Fonte: Corriere del Giorno - 01 agosto 2011

C’è una puzza di gas insopportabile. Siamo stati costretti a chiudere le finestre. Proprio ora che in casa sta entrando un po’ d’aria fresca. Ma cosa accade? Non è la prima volta che sentiamo questi cattivi odori». Fiamme all'Eni

E’ una delle tante telefonate giunte ieri sera alla nostra redazione. Le domande erano sempre le stesse. Il fastidioso odore è stato avvertito ovunque. La centrale operativa dei Vigili del Fuoco è stata tempestata dalle telefonate di cittadini residenti in diversi quartieri della città, soprattutto al Borgo, in Città Vecchia e ai Tamburi. Poco dopo le 19, in meno di mezzora, al 115 dei pompieri sono giunte un centinaio di telefonate che hanno intasato le linee telefoniche. Numerosissime anche le segnalazioni dei cittadini al 112 e al 113 di Carabinieri e Polizia. Tutti chiedevano informazioni sulla provenienza del tanfo sgradevole, di gas secondo qualcuno, di benzina secondo altri. Comunque, il disagio ha avuto breve durata. Ci ha pensato il vento a dissolvere il cattivo odore e l’aria è tornata ad essere respirabile.

Le lamentele dei cittadini non sono rimaste inascoltate. Infatti, le Forze dell’ordine le hanno tempestivamente “girate” al prefetto Carmela Pagano che, a sua volta, ha segnalato l’accaduto all’Arpa per le verifiche e i rilievi del caso e anche all’Eni e all’Ilva Quindi, il sospetto è che l’origine dello strano odore sia da ricercare nella zona industriale. Sulla provenienza, comunque, saranno gli organi competenti ad effetture gli accertamenti necessari. Non è la prima volta che in città si diffonde un odore sgradevole molto simile a quello della benzina o del gas.

Puntualmente, la provenienza è rimasta sempre avvolta nel mistero. Venerdì scorso, a suscitare allarme fra i tarantini sono state le fiammate alte che si sviluppavano dalle ciminiere della raffineria dell’Eni, visibili anche a diversi chilometri di distanza. Almeno questo episodio è stato chiarito. Non c’era alcuna situazione di pericolo ma il sistema di sicurezza attivato per motivi tecnici.

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