Sabato prossimo, 21 settembre, Giornata Internazionale della Pace, si terranno iniziative di lotta da nord a sud del Paese, in risposta all’appello del Comitato "No Comando NATO Né a Firenze Né Altrove" per dare un segnale forte e chiaro di protesta contro la NATO.
La politica è una forma di carità. Come quando gli enti locali mettono in atto buone pratiche e approvano mozioni e raccomandazioni per chiedere la riconversione delle industrie belliche.
27 ottobre 2011: cronache di un coinvolgente abbraccio ecumenico.
Nandino Capovilla
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. (Art. 1. Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)
Una di queste sere dall’alto dell’autorevolezza di un programma di approfondimento televisivo, non sarà difficile trovare uno dei tanti tuttologi che li definirà illusi o ipocriti. Fatto è che domenica camminando da solo in mezzo al “Popolo della Pace”, mi sono sentito molto meno solo.
Ho imparato ad accompagnare, ho imparato a farmi condurre, ho dato fiducia. Ci siamo persi e ritrovati in quel popolo sgargiante in quei sorrisi da ragazzi, nelle rughe dei visi più maturi ci siamo ritrovati senza nemmeno metterci d'accordo: ma io dico che ci stavamo cercando.
Dietro ogni algoritmo, ogni infrastruttura digitale, ogni sistema di controllo ci sono persone, rapporti di potere, scelte politiche e conseguenze concrete sulle nostre vite
Si intitola "Dal militare al sociale" ed è un documento prezioso per chi vuole opporsi al riarmo: quindici schede concrete mostrano cosa si potrebbe fare con i miliardi destinati alle spese militari. Le alternative economiche e sociali ci sono. Scarica il dossier da questa pagina web.
Il governo filippino, alleato degli Stati Uniti, è accusato di gravi violazioni dei diritti umani. Attivisti, giornalisti e organizzazioni subiscono il red-tagging, che è la pratica di etichettare come "comunisti" i dissidenti per giustificarne la persecuzione, l'arresto o l'uccisione.
I pacifisti neozelandesi chiedono al Primo Ministro Christopher Luxon e al governo di rifiutare accordi militari con gli Stati Uniti e di non inviare truppe, fondi o informazioni a supporto delle loro guerre. Altra questione del dibattito pubblico il transito dei sottomarini a propulsione nucleare.
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