Basaglia, l’antipsichiatria, la chiusura dell’ospedale psichiatrico di Imola negli anni Ottanta. Di questo, e di molto altro, tratta “Il sale e gli alberi” di Ernesto Venturini: una piccola storia nella grande storia del processo di liberazione dell’essere umano, tra successi e contraddizioni.
30 dicembre 2020 - Laura Tussi
Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo
Franco Basaglia e' la figura di maggiore spicco della psichiatria italiana contemporanea; ha promosso la restituzione di diritti e il riconoscimento di dignita' umana ai sofferenti psichici precedentemente condannati alla segregazione e a trattamenti disumani e disumanizzanti
La sua voce era puntigliosa, ironica, generosa, a volte polemica, mai indifferente. Si sentiva insieme statunitense e romano, e da quella doppia appartenenza guardava con occhio lucido le guerre del suo paese d'origine e le complicità di quello d'adozione.
La notizia riapre il dibattito sulla famigerata Unità 731 dove venivano compiuti esperimenti sugli esseri umani da militari e medici giapponesi privi di scrupoli dal 1936 al 1945.
Pechino teme un colpo di spugna sulla memoria storica da parte del "governo di destra" giapponese. Alle vittime dell'Unità 731 tra il 1936 e il 1945 si iniettavano agenti patogeni mortali e, per esplorare i limiti della resistenza, si praticava l'amputazione di braccia e gambe senza anestesia.
Ripresentato da IPPNW il documento "Nuclear Famine".
Anche una guerra nucleare "limitata" causerebbe nel mondo miliardi di morti, soprattutto per fame.
sociale.network #basaglia