Come NATO e Russia influenzano la percezione sociale
Cosa è la Guerra Cognitiva
A differenza della propaganda classica, la guerra cognitiva non si limita a dire cosa pensare, ma punta a cambiare il modo in cui le persone pensano, sentono e reagiscono. Come funziona? Sfrutta i social media, le app di messaggistica e le piattaforme digitali.
18 agosto 2026
Redazione PeaceLink
La guerra cognitiva è una forma di conflitto moderno che usa la mente umana come campo di battaglia. I suoi obiettivi principali sono influenzare le idee, alterare la percezione della realtà e guidare le decisioni di interi popoli. A differenza della propaganda classica, non si limita a dire cosa pensare, ma punta a cambiare il modo in cui le persone pensano, sentono e reagiscono. Come funziona? Sfrutta i social media, le app di messaggistica e le piattaforme digitali. Usa notizie false e dati manipolati per distorcere la percezione della realtà. Fa leva sulle debolezze della mente umana, come la ricerca di risposte semplici e facili. E soprattutto riesce a depistare l’opinione pubblica su argomenti marginali, superficiali e meno importanti per poter distrarre l’attenzione dei cittadini da altri argomenti chiave. In alcuni casi si montano complotti, trame di servizi segreti e complicati misteri per depistare gli utenti più sprovveduti dei social appassionandoli a cose prive di reale importanza e di documentazione (si pensi alle scie chimiche).
Gli esperti della guerra cognitiva
Nelle più recenti evoluzioni della dottrina militare internazionale, la pianificazione strategica ha ufficialmente codificato l'estensione dei tradizionali cinque domini di scontro (terra, mare, cielo, spazio e cyber) a una sesta arena operativa: il controllo sulla percezione umana.
Al centro di questo spazio si colloca la cosiddetta Guerra Cognitiva (Cognitive Warfare), una strategia multidimensionale che ridefinisce radicalmente il concetto stesso di conflitto.
A differenza della propaganda classica o delle tradizionali operazioni psicologiche (PsyOps), la guerra cognitiva non mira semplicemente a influenzare l'opinione pubblica su un singolo evento, ma punta all'automazione dell'influenza su larga scala. L'obiettivo non è la distruzione fisica delle infrastrutture nemiche, bensì il progressivo deterioramento e la manipolazione dei processi di elaborazione delle informazioni, dei meccanismi di giudizio e delle capacità decisionali di un’intera società civile.
Questo scenario agisce sotto la soglia del conflitto armato convenzionale. Sfruttando la pervasività delle reti digitali, l'inoculazione sistematica di narrazioni manipolate e la stimolazione di emozioni dirompenti (paura, rabbia, sfiducia), i pianificatori bellici cercano di esacerbare le faglie sociali interne di una nazione per influenzare le istituzioni e indurre a cambiare opinione senza l’impiego della forza.
I centri specializzati della NATO
Per intercettare e integrare queste dinamiche nei propri piani di difesa collettiva, la NATO ha sviluppato una rete di centri specializzati e comandi strategici. I due principali poli di riferimento, anche se diversi per natura giuridica e raggio d'azione, sono lo StratCom COE e il JATEC.
A. NATO Strategic Communications Centre of Excellence (StratCom COE)
Situato a Riga, in Lettonia, lo StratCom COE è un Centro di Eccellenza accreditato ma esterno alla struttura di comando rigida dell'Alleanza, finanziato direttamente dalle nazioni partecipanti. Opera come un think tank ad alta specializzazione accademica e metodologica. Il suo focus principale riguarda l'analisi a lungo termine dell'ambiente informativo complessivo. Studia l'evoluzione della propaganda automatizzata, l'uso geopolitico dei social media da parte di attori statali ostili e lo sviluppo di modelli di comunicazione predittiva finalizzati a blindare psicologicamente le popolazioni alleate prima del manifestarsi di crisi geopolitiche.
B. NATO-Ukraine Joint Analysis, Training and Education Centre (JATEC)
Con sede a Bydgoszcz, in Polonia, il JATEC rappresenta la prima organizzazione civile-militare congiunta inserita direttamente nella Struttura di Comando della NATO (sotto l'Allied Command Transformation), nata da un accordo formale bilaterale con l'Ucraina. A differenza della natura teorica dello StratCom COE, il JATEC lavora sulla raccolta empirica e in tempo reale delle "lezioni apprese dal campo" (Operational Feedback). Il centro analizza l'applicazione pratica della guerra ibrida sul fronte, esaminando la combinazione di attacchi cyber alle infrastrutture critiche con parallele campagne di disinformazione volte a generare il panico tra la popolazione civile. Queste analisi vengono immediatamente tradotte in manuali operativi e programmi di addestramento per i reparti d'Europa e dei paesi alleati.
I centri specializzati della Russia
I principali centri e unità operative identificati dall'intelligence occidentale e dai report di settore si dividono per rami di comando. [1]
1. GRU (Intelligence Militare)
Il Direttorato Principale dello Stato Maggiore (GRU) gestisce le unità specializzate nel combinare attacchi cyber e guerra psicologica. Dispone dell'Unità 54777 (72° Centro dei Servizi Speciali): è il cuore pulsante delle PsyOps militari russe. Questa unità pianifica operazioni psicologiche su larga scala per diffondere narrazioni mirate in Europa e negli Stati Uniti. [1, 2, 3, 4, 5]
2. SVR (Servizio di Intelligence Esterna)
Si occupa del controllo strategico delle narrazioni.
Mentre il GRU agisce sul piano tattico e militare, l'SVR si occupa delle operazioni di influenza politica e culturale a lungo termine. [1, 2]
- Utilizza istituti di ricerca strategica, accademici e giornalisti in Occidente per diffondere narrazioni di dissenso ed erosione della coesione dell'Alleanza atlantica. [1]
- L'obiettivo dell'SVR non è convincere il pubblico della "bontà" delle posizioni russe, ma erodere la fiducia nelle istituzioni occidentali, nei media tradizionali e nei decisori politici nazionali ed europei. [1]
Come la NATO influenza i media occidentale
La NATO influenza i media e lo spazio informativo occidentale attraverso una strategia strutturata di comunicazione strategica (StratCom), relazioni pubbliche e cooperazione con piattaforme digitali, istituti di ricerca e agenzie di stampa.
L'obiettivo è l'orientamento delle narrazioni dominanti (agenda setting) e la creazione di una barriera protettiva coordinata attorno alle proprie decisioni politiche e militari.
L'influenza della NATO sui media occidentali si articola attraverso alcuni canali principali.
1. Accreditamento e gestione dei flussi informativi (Agenda Setting)
La NATO controlla la diffusione delle notizie militari alla fonte, determinando cosa diventa pubblico e con quali tempistiche.
- Briefing e veline istituzionali: durante i vertici o le crisi internazionali, l'Alleanza fornisce ai giornalisti occidentali pacchetti informativi preconfezionati, analisi di intelligence declassificate e immagini satellitari. Le testate giornalistiche principali tendono a riprendere questi dati in modo acritico a causa dell'autorevolezza istituzionale della fonte.
- Giornalismo incorporato (Embedding): nelle aree di esercitazione o di teatro operativo, l'Alleanza seleziona e ospita reporter all'interno dei propri reparti. Questo meccanismo, pur garantendo l'incolumità del giornalista, ne limita l'autonomia di movimento e ne condiziona inevitabilmente lo sguardo, che tende a uniformarsi a quello delle truppe ospitanti.
2. Finanziamento e cooperazione con Think Tank e Accademia
La NATO coltiva una fitta rete di esperti civili che intervengono regolarmente sui media come commentatori indipendenti.
- Istituti di ricerca affiliati: attraverso programmi come il NATO Science for Peace and Security (SPS) o collaborazioni dirette, l'Alleanza finanzia think tank, dipartimenti universitari di studi strategici e istituti di affari internazionali occidentali.
- Gli "Esperti di Facciata": gli analisti cresciuti in questo ecosistema vengono costantemente invitati nei talk-show, nei telegiornali e nelle pagine di commento dei quotidiani per spiegare i conflitti al pubblico civile. Pur non essendo militari, questi esperti tendono a promuovere analisi che riflettono e legittimano la dottrina strategica e le necessità di bilancio della NATO (es. l'aumento delle spese militari).
3. Partnership con le Grandi Piattaforme Digitali (Big Tech)
La NATO si interfaccia direttamente con i gestori dei principali social media americani ed europei. Centri come il NATO StratCom COE identificano reti di account, canali o siti web accusati di diffondere propaganda ostile straniera e condividono queste liste con Meta, Google, X.
L'influenza mediatica della Russia
Per influenzare l'opinione pubblica all'estero, Mosca ha creato una rete multimediale globale, guidata da testate come RT (Russia Today) e Sputnik.
- Censura e aggiramento: nonostante l'Unione Europea e i paesi della NATO abbiano bandito le trasmissioni radiotelevisive e oscurato i siti web di RT e Sputnik, replicando specularmente la censura dell'opposto campo geopolitico, queste strutture continuano a raggiungere il pubblico occidentale attraverso canali alternativi (Telegram, piattaforme di video hosting decentralizzate, reti VPN e account proxy).
- Adattamento culturale: i media di stato russi non propongono una propaganda grossolana, ma assumono giornalisti e commentatori locali nei paesi target per confezionare i messaggi secondo la sensibilità culturale del pubblico ospitante, sfruttando le debolezze e i risentimenti storici di specifiche aree geografiche (ad esempio, le posizioni anti-occidentali nel Sud del mondo).
L'Intelligenza Artificiale Generativa e la Guerra Cognitiva
L'AI generativa produce istantaneamente articoli, post e commenti con una prosa impeccabile, adattando il registro linguistico (formale, colloquiale, gergale) al contesto specifico.
Abbattimento dei costi
Un singolo operatore di guerra cognitiva può ordinare a un modello di intelligenza artificiale di generare migliaia di varianti testuali dello stesso concetto in pochi secondi, inondando i social con volumi di testo che un tempo avrebbero richiesto intere redazioni di scrittori e traduttori professionisti (effetto Firehose).
Il Micro-Targeting Psico-Affettivo Automatizzato
Il vero salto qualitativo della guerra cognitiva guidata dall'AI generativa risiede nella capacità di personalizzare il messaggio per il singolo utente o per micro-comunità specifiche.
- Analisi predittiva dei profili: gli algoritmi scansionano le tracce digitali lasciate online dagli utenti social (like, commenti, risposte emotive). L'AI mappa istantaneamente le vulnerabilità psicologiche del bersaglio (es. ansia per il futuro economico, paura della guerra nucleare, risentimento politico, ostilità verso i migranti).
- Confezionamento emotivo su misura: l'AI generativa non produce un testo generico, ma scrive un messaggio modellato sull'esatta struttura psicologica del destinatario. Il testo utilizzerà le parole chiave, le metafore e le leve affettive che hanno la massima probabilità statistica di provocare il "sequestro dell'amigdala" (rabbia o indignazione), neutralizzando le difese razionali della corteccia prefrontale.
Parole chiave:
nato, ucraina, russia, guerra cognitiva, jatec, psyop, propaganda, manipolazione, mediawatch, cybercultura
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