Appare evidente che di fronte a una situazione di pericolo segnalata la commissione AIA non dà risposte sulla sussistenza o sulla eliminazione del pericolo stesso ma dichiara che non è di sua competenza valutare l'efficacia delle migliori tecnologie disponibili che a tale pericolo dovrebbero dare una risposta. E' un'esplicita ammissione di inadeguatezza e ciò nonostante si autorizza un impianto che la Procura della Repubblica considera pericoloso
14 ottobre 2012 - Alessandro Marescotti
Ilva: De Magistris interroga la commissione con un ‘occhio’ allo stabilimento jonico
"Ho chiesto alla Commissione di spiegare il motivo del ritardo europeo nel varare parametri di riferimento più aggiornati, basilari per tutelare la salute di milioni di cittadini"
In un documento si chiede l’adozione delle migliori tecnologie
Nel corso dei lavori non sono mancati riferimenti alla strage della Thyssen Krupp di Torino nella quale sei operai hanno perso la vita. “Ogni anno - ha ricordato Palombella - muoiono circa 1300 lavoratori ed anche nella nostra realtà la situazione non è diversa dal resto d’Italia.
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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