Un sondaggio dell' NDI rivela che dopo la distruzione del paese, malgrado un milione e mezzo di tombe, milioni di orfani, quattro milioni di sfollati e una carneficina che continua ogni giorno, da quasi un decennio - le cose stanno migliorando. Quasi da non crederci.
I Mainstream Media sono responsabili per il peggioramento della situazione quanto a libertà di stampa, perché i tiranni che essi hanno servito per così lungo tempo, ora reclamano che si continuino a rispettare le loro direttive con il solito atteggiamento servile e sottomesso.
25 aprile 2005 - Abid Ullah Jan
La responsabilità di chi costruisce la memoria di massa
La propaganda dei media e l'insegnamento scolastico riproducono una visione del mondo a uso e consumo dell'Occidente. Questo articolo firmato da John Pilger, giornalista di origine australiana pluripremiato per il suo lavoro in Vietnam e Cambogia, È stato pubblicato sul sito internet http://www.resistir.info Titolo originale: "A luta pela memoria nas sociedades livres"
L'Italia non aveva nessuna intenzione di invadere l'Iraq, ma solo di aiutarlo contro il dittatore. Sono stati gli iracheni a non capire le nostre buone intenzioni ed a costringerci a fare i cattivi.
Katharine Gun, dipendente dei servizi britannici, rischia fino a due anni di carcere per aver rivelato il progetto statunitense di spiare i diplomatici dell'Onu per influenzare il voto del Consiglio di sicurezza sull'Iraq.
I collegamenti con le trame eversive e i rapporti con l'Alleanza Atlantica nel contesto della Guerra Fredda. Il ruolo di Gelli quale mandante della strage di Bologna del 1980. La prova regina: il "Documento Bologna". Il supporto operativo di Federico Umberto D'Amato, uomo cerniera con la NATO.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Commissione parlamentare e dai tribunali, il vincolo massonico avrebbe rafforzato il sodalizio fra le due personalità. Il generale piduista dei carabinieri Giovanni Battista Palumbo riferì che Gelli disse: «Io sono amico di Giulio».
La nonviolenza è attivissima. Per supplire all'efficacia dei mezzi violenti moltiplica i mezzi nonviolenti. La nonviolenza è una lotta continua contro le situazioni circostanti. Contro imperialismo, tirannia, sfruttamento, invasione, il metodo della nonviolenza è di non collaborare al male.
L'eccidio ci ricorda che il fascismo non è un capitolo chiuso. I suoi germi possono riaffiorare in ogni momento. È per questo che dobbiamo essere pronti a contrastare ogni tentativo di riscrivere la storia, di minimizzare le atrocità commesse o semplicemente di far subentrare l'oblio.
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