Il nesso tra ambiente e guerra è confermato da numerosi studi, tra cui l’autorevole rapporto periodico della sezione “Allarmi e valutazioni di rischio” dell'Unep (il Programma Ambientale dell'ONU). Pubblichiamo qui un piccolo approfondimento realizzato da Walter Nanni dell'Ufficio studi di Caritas Italiana.
Pubblicato sulla rivista Geoitalia, periodico della Federazione Italiana di Scienze della Terra, "La risposta dei ghiacciai alpini alle variazioni climatiche", un'attenta analisi sull'andamento dei ghiacciai italiani dal 1925 ad oggi.
I vertici dei G8 e dei G20 di Toronto e i problemi della gente: tutto rinviato, come da copione. In altre parole, per debellare la fame nel mondo non ci sono soldi. Forse neanche volontà.
Tradotto in italiano il dvd di Al Gore, Premio Nobel per la Pace 2007, illustra con dovizia di particolari il pericolo e le cause dei cambiamenti climatici.
Madre generosa ma anche matrigna spietata. Lo Tsunami ci ha ricordato che la terra ha i suoi tempi. Lunghi. Lunghissimi. Che prevalgono sempre su quelli di tutte le specie.
Leonardo Boff
La prossima guerra? Quella del clima. Molto peggiore di al Qaida, forse già persa, sicuramente inevitabile se non si prenderanno presto misure radicali.
La maggior parte degli scenari 'locali' previsti dai modelli, non tengono conto dell'alterazione della circolazione oceanica quando predicono riscaldamento di una certa porzione del paineta. Benchè il riscaldamento globale sarà di alcuni gradi, localmente si potrebbero avere diminuizioni di temperatura. Un esempio che interessa l'Europa:secondo gli oceanografi, la Corrente del Golfo minaccia di cessare, a causa dello scioglimento dei ghiacci artici. Se così sarà, il clima delle zone oceaniche europee cambierebbe radicalmente. La Gran Bretagna si ritroverebbe con un clima simile a quello delle coste nord canadesi, cioè adatto agli orsi polari
Si intitola "Dal militare al sociale" ed è un documento prezioso per chi vuole opporsi al riarmo: quindici schede concrete mostrano cosa si potrebbe fare con i miliardi destinati alle spese militari. Le alternative economiche e sociali ci sono. Scarica il dossier da questa pagina web.
Il governo filippino, alleato degli Stati Uniti, è accusato di gravi violazioni dei diritti umani. Attivisti, giornalisti e organizzazioni subiscono il red-tagging, che è la pratica di etichettare come "comunisti" i dissidenti per giustificarne la persecuzione, l'arresto o l'uccisione.
I pacifisti neozelandesi chiedono al Primo Ministro Christopher Luxon e al governo di rifiutare accordi militari con gli Stati Uniti e di non inviare truppe, fondi o informazioni a supporto delle loro guerre. Altra questione del dibattito pubblico il transito dei sottomarini a propulsione nucleare.
Un'inchiesta sui "forever chemicals" nelle basi USA, il caso Sigonella e i contratti governativi che raccontano una storia rimasta nascosta. Gli accordi militari SOFA (Status of Forces Agreement) creano un regime separato che sottrae le basi USA alla giurisdizione ambientale dei paesi ospitanti.
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