Tra il suono di antiche litanie che provengono da un arcipelago di grotte eremitiche, nel monastero di Deir Mar Musa si avverte la bellezza della preghiera cristiana formulata in lingua araba, dove poter cercare l'illuminazione spirituale, nelle periferie, negli avamposti, nelle trincee di mondi considerati a rischio e nel profondo di regioni lontane e nazioni marchiate come guerrafondaie e bellicose dalla geopolitica banalizzante dell'Occidente: così, allontanandosi dal baricentro, dal punto di riferimento del culto Romano, si avverte la presenza di un messaggio cristiano limpido e cristallino, sempre più vicino alla fonte originaria dell'Oriente e sempre meno disturbato da tentazioni di egemonia e di potere, oltre i conflitti tra civiltà, per aprirsi ad osmosi dialogiche e visioni maieutiche cultuali, in prospettive plurali di pace, oltre i bizantinismi fideistici occidentali.
A Bydgoszcz, in Polonia, sorge un edificio che potrebbe cambiare il modo in cui l'Occidente fa la guerra. È il JATEC, il Centro congiunto di analisi, addestramento e istruzione in cui ufficiali ucraini e alleati lavorano fianco a fianco, letteralmente, per analizzare le "lessons learned" dal fronte.
Joint Analysis, Training and Education Centre (JATEC) è la prima organizzazione congiunta tra la NATO e l'Ucraina, istituita all'interno della struttura di comando dell'Alleanza. Inaugurato nel 2025 in Polonia, rappresenta un ponte tra la NATO e l’esercito ucraino per “imparare” dalla guerra.
Se la priorità in un conflitto scivola dall'elaborazione di una soluzione diplomatica alla necessità di affinare le tecnologie e di garantire rendimenti finanziari al capitale militare, la pace cessa di essere l'obiettivo strategico. Diventa, al contrario, un fattore di disturbo economico.
Il corteo è partito alle 10 dal faro del porto e sta percorrendo la riva, portando con sé un simbolo che squarcia l'allegria estiva: un sudario bianco lungo 25 metri e largo 8 con i nomi e le età dei bambini e delle bambine uccisi a Gaza.
I sistemi d'arma occidentali si sono rivelati vulnerabili sul campo di battaglia ucraino. Con la guerra elettronica i russi sono riusciti a deviare armi di precisione americane come i razzi lanciati dagli Himars. Dal 2025 opera a Bydgoszcz, in Polonia, una struttura NATO-Ucraina di analisi congiunta
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