Intervento della presidente Rossella Miccio

Audizione parlamentare di Emergency sulle missioni italiane all'estero

L'organizzazione ha contestato la centralità dello strumento militare nella costruzione della sicurezza, rivendicando un approccio fondato su diplomazia, cooperazione internazionale, aiuti umanitari e sviluppo. Emergency ha denunciato in particolare l'aumento delle spese militari.
12 giugno 2026
Redazione PeaceLink

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Nel corso dell’audizione parlamentare, la presidente di Emergency, Rossella Miccio, ha espresso una critica articolata all’impostazione del decreto missioni, sottolineando come il Parlamento sia spesso chiamato a ratificare interventi già avviati, con una conseguente riduzione del controllo parlamentare e del confronto con la società civile.

Emergency ha inoltre contestato la centralità dello strumento militare nella costruzione della sicurezza, ricordando che questa non può essere affidata principalmente alle armi, ma richiede un approccio fondato su diplomazia, cooperazione internazionale, aiuti umanitari e sviluppo. A questo proposito, l’organizzazione ha denunciato lo squilibrio crescente tra le spese militari – pur rimaste elevate – e i fondi destinati ai processi di pace, allo sminamento umanitario e alla solidarietà, un orientamento giudicato politicamente sbagliato oltre che inefficace.

Passando alle crisi internazionali, Miccio ha criticato la crescente militarizzazione dello sforzo internazionale in Ucraina, evidenziando il peso delle spese militari sul bilancio del paese e richiamando l’attenzione sulle popolazioni anziane e vulnerabili rimaste nelle aree vicine al fronte.

Uno dei punti più forti dell’intervento ha riguardato Gaza. Emergency ha dichiarato che le violazioni del diritto internazionale sono ampiamente documentate, che gli aiuti umanitari sono gravemente insufficienti e che le iniziative italiane, pur apprezzabili, risultano troppo limitate rispetto alla scala della crisi. L’organizzazione ha chiesto la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, la piena applicazione delle misure indicate dalla Corte Internazionale di Giustizia e un accesso umanitario senza restrizioni alla Striscia di Gaza.

Sull’Afghanistan, Emergency ha definito fallimentare il bilancio di vent’anni di presenza militare internazionale, richiamando in particolare l’attenzione sulle vittime civili, tra cui molti bambini colpiti da ordigni esplosivi.

Il Sudan è stato indicato come la più grave crisi umanitaria contemporanea, secondo Emergency. Sono stati chiesti fondi pluriennali e flessibili, ed è stata criticata la tendenza europea a considerare il Sudan soprattutto in funzione dei flussi migratori, anziché dei bisogni della popolazione.

Per quanto riguarda la Siria, l’organizzazione ha valutato positivamente l’impegno italiano, ma ha espresso forte preoccupazione per i possibili rimpatri accelerati dei rifugiati, sottolineando la necessità di investire nella ricostruzione dei servizi essenziali e del tessuto sociale.

In uno dei passaggi più politici dell’audizione, Emergency ha affrontato la situazione in Libia e Tunisia, chiedendo la revoca del Memorandum Italia-Libia e contestando le missioni di supporto alle autorità locali per il controllo delle frontiere. Sono stati denunciati respingimenti e violazioni dei diritti umani, sostenendo che il calo degli arrivi migratori sia stato ottenuto a costo di un aumento delle sofferenze e delle morti nel Mediterraneo.

In conclusione, Emergency ha chiesto un cambio di rotta della politica estera italiana: meno centralità delle missioni militari, più investimenti in cooperazione e sviluppo, centralità dei diritti umani e piena applicazione dell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra.

Nella replica finale alle domande dei deputati, Rossella Miccio ha individuato tre aree che richiederebbero particolare attenzione: il Corno d’Africa e la fascia saheliana, caratterizzati da forte instabilità regionale; il Sudan, definito uno dei casi più gravi e trascurati; e la Siria, considerata la priorità più promettente per investimenti in ricostruzione, sanità e stabilizzazione di lungo periodo.

 

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