La clamorosa violazione del diritto internazionale da parte del Presidente Trump è palese e indifendibile. Si configura come un attacco alla sovranità di un Paese vanificando le norme elementari che regolano le relazioni fra gli Stati, paradossalmente proprio in nome della democrazia.
4 gennaio 2026 - MIR
Parla Pino Arlacchi, già direttore dell’agenzia antidroga e anticrimine dell’ONU
Dietro la narrazione del “narco-Venezuela”, sostiene Arlacchi, non ci sono dati, ma gli interessi geopolitici di Trump. Il Venezuela resta infatti uno dei Paesi con le più grandi riserve di petrolio al mondo, e questo basta a spiegare molte ostilità.
In un primo momento sembrava che la Cina avesse infranto il blocco con una propria petroliera, la Rich Starry, ma la nave è dovuta tornare indietro per i controlli a tappeto del sistema di sorveglianza USA. Dal canto suo la Cina non ha puntato a inasprire la sfida.
In Italia, la presenza di basi militari statunitensi è regolata da accordi bilaterali in larga parte ancora coperti dal segreto di Stato. Non esiste, allo stato attuale, un’iniziativa organica volta alla desecretazione di tali intese. Eppure le Camere non possono autorizzare accordi segreti.
Siamo nei primi anni Ottanta, a Comiso, uno dei luoghi simbolo della mobilitazione contro l’installazione dei missili nucleari americani in Italia. Tra quei volti, sulla destra della foto c’è Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV.
Trenta associazioni coordinate dall'European Digital Rights chiedono alla Commissione Europea di bloccare immediatamente qualsiasi piano volto a creare un dialogo privilegiato con l'amministrazione Trump che rischi di svendere ai colossi del web le tutele digitali.
Il 13 aprile scadeva il termine per la disdetta. Nessuna comunicazione ufficiale era arrivata da Palazzo Chigi. Poi il governo ha fatto un'inversione a U in extremis: il memorandum militare con Israele è stato revocato.
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