Ora il dramma tocca in maniera inequivocabile le pecore e gli allevatori. Ma in modo sottaciuto, la mattanza non riguarda anche gli esseri umani? Di quali altri stimoli hanno bisogno le Istituzioni responsabili, nazionali, regionali e locali, per avviare l’indagine epidemiologica sul quartiere Tamburi, sull’intera città di Taranto e sui lavoratori impegnati negli stabilimenti tarantini ?
"Il materiale proveniente dal siderurgico si deposita sulle ringhiere e sui pavimenti dei nostri balconi e finisce in tutte le stanze. Non ne possiamo davvero più, ecco perchè abbiamo deciso di prendere provvedimenti legali"
L'assemblea, programmata presso l'auditorium del Sacro Cuore, è stata spostata nella Sala Riunioni (aula 208, 2° piano) dell'Istituto Righi di Taranto in via Dante 120, ore 17.30. E' un incontro aperto a tutti coloro che vogliano essere copromotori della manifestazione, nessuno escluso
3 maggio 2010 - Altamarea
Altamarea vuole preparare una grande manifestazione popolare davanti al Municipio di Taranto
Dalla rivoluzione silenziosa delle videoriunioni alla loro verbalizzazione scritta tramite gli strumenti di trascrizione automatica. Una volta raccolti tutti gli interventi, il gruppo può passare a una fase successiva: costruire una visione condivisa e inclusiva.
E' scritto in un linguaggio sobrio, diretto e basato sull'asciutta evidenza dei dati. Può essere personalizzato e condiviso in rete su scala nazionale ma stampato localmente, fotocopiato e portato in piazza o nei luoghi di incontro e dibattito. E' allegato come file word e PDF a questa pagina web.
Secondo lo studio, in ogni simulazione di guerra almeno un modello di intelligenza artificiale ha alzato il livello del conflitto minacciando di usare armi nucleari
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
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