Pecoraro Scanio accusa Dini: mi definisce uomo dei no, come la propaganda berlusconiana "Non mi dimetto per accuse ingiuste mi difendano tutti o sarà crisi". Il ministro dell´Ambiente: il premier dica se c´è la maggioranza, i tempi sono stretti ma ormai la situazione non è più rimediabile, siamo al momento della verità
21 gennaio 2008 - Gianluca Luzi
Lettera da Taranto a Pecoraro Scanio e ai parlamentari ambientalisti
Ci rendiamo conto che l’attuale strumentalizzazione del “caso Napoli” e l’annunciata mozione di sfiducia contro il Ministro Pecoraro Scanio alla Camera e al Senato, potrebbero incidere ulteriormente sulle vicende generali delle AIA e favorire il reiterato boicottaggio dell’IPPC/AIA.
I cittadini non sanno che possono inviare osservazioni e richieste di applicazione delle "migliori tecnologie". Un diritto così importante è tenuto nascosto! La direttiva, recepita per legge e per legge da applicare in queste settimane, giace lettera morta.
L'idea che una accresciuta domanda pubblica di acciaio basata sul riarmo possa portare l'ILVA a superare la fatidica soglia del punto di pareggio fra costi e ricavi è semplicemente un abbaglio matematico. Abbiamo fatto i calcoli e il risultato è semplicemente grottesco.
Ma non è libero. Ora sconterà in Australia i restanti tre anni della pena in libertà vigilata, con supervisione e condizioni. La sua storia è grottesca e paradossale: denunciò i crimini di guerra dei soldati delle forze speciali australiani in Afghanistan. E lo hanno messo in carcere.
L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
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