Se la festa del 2 giugno s'ha da passare non al mare ma sugli sci, ecco, magari qui c'è qualcosa che non va. E se nel serbatoio delle perplessità s'aggiungono le "bad news" degli uragani e trombe d'aria devastanti altri suoli, ancora un dubbio si riaffaccia, abbinandosi alla definizione di organismo globale che spesso dò al nostro piccolo pianeta.
L'Italia nel 1915 scelse la guerra quando avrebbe potuto scegliere la pace, e la scelse consapevolmente, violando il diritto internazionale con motivazioni simili a quelle che oggi condanniamo in altri conflitti.
La relatrice ONU vede riconosciuta la libertà di parola da un tribunale USA, ma paga ancora il prezzo delle ritorsioni di Trump. L’Europa è chiamata a scegliere da che parte stare.
La guerra è stata presentata all'opinione pubblica come una "missione di pace" e buona parte della sinistra italiana l'ha anche sostenuta con convinzione. Eppure circolavano foto eloquenti di corpi carbonizzati, teste fracassate, soldati occidentali che posavano sorridenti accanto a cadaveri.
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