Maurizio Marchi - Medicina Deocratica Livorno scrive sul sito nazionale una recensione a un libro di attivismo per la pace come Riace. Musica per l'Umanità
25 marzo 2020 - Medicina Democratica
Medicina Democratica, movimento di lotta per la salute: Recensione al Libro di Maurizio Marchi
Dal suo inizio, Medicina Democratica, come movimento e come organizzazione, si è occupata della salute nei luoghi di lavoro, facendo inchieste e rivendicando l’applicazione delle leggi sulla sicurezza e salute in ogni luogo di lavoro
"I cittadini e i lavoratori di Taranto hanno ragioni “da vendere”- ha aggiunto Caldiroli- per pretendere la chiusura o almeno una drastica riduzione dell'impatto dei processi produttivi maggiormente inquinanti (in particolare dell’area a caldo) degli impianti ex ILVA di Taranto.
12 aprile 2019 - Medicina democratica
Aderisci a questo appello inviando l´adesione a info@salutepubblica.org
A Taranto sono morte per inquinamento più persone che con le Torri Gemelle… la strage continua. Chiudere l’ILVA di Taranto è un imperativo per la Nazione. Taranto è un'emergenza nazionale e i Tarantini devo richiedere il conto di tanta devastazione agli assassini di ieri e oggi
Pubblichiamo l'intervento di Peacelink al Convegno di Medicina Democratica: «E' importante allearsi e fare fronte comune; Nei momenti più difficili Medicina Democratica si è sempre distinta. Ecco perché PeaceLink vuole accompagnare Medicina Democratica nella sua lotta».
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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