Peacelink: Un percorso comune per difendere il diritto al futuro
Cari amici di Medicina Democratica, avrei tanto desiderato essere con voi. Ma per un'operazione chirurgica non grave devo rimanere a casa per un po' di tempo. Leggerà questo intervento Pietro Mottolese, di PeaceLink. Piero è un ex-operaio che ha lavorato proprio nell'impianto di agglomerazione dell'Ilva. E' l'impianto che sforna quell'enorme quantità di diossina di cui si parla in questi giorni. Piero ha calpestato le polveri di diossina che hanno avvolto in questi anni, come nubi di borotalco finissimo, gli operai. Piero è stato in questi mesi il nostro operaio-guida ed è stato lui a trovare il formaggio contaminato da diossina. Da lì è nato il "caso diossina". L'operaio Bortolozzo è stato per Medicina Democratica una guida. Così Piero è stato per PeaceLink: un riferimento all'interno del mondo operaio. Questo è un momento decisivo per la salute pubblica. La lotta che conduciamo a Taranto è una lotta non locale ma è una lotta generale. L'ARPA ha accertato livelli di inquinamento di IPA e benzoapirene, specie al quartiere Tamburi, che non hanno raffronti in Europa. I picchi di emissione avvengono di notte, mentre i cittadini dormono e non vedono. A Taranto viene riversata inoltre una quantità di diossina, proveniente dall'ILVA, pari al 92% del totale nazionale certificato dal registro ufficiale INES che censisce le emissioni industriali. Questo dato del 92% è tratto dalle recenti stime INES da poco pubblicate sul sito del Minisetro dell'ambiente. Quindi siamo passati dal 90,3% al 92%. Inoltre l'Ilva stessa dichiara di aver riversato nell'ambiente oltre 2 tonnellate di mercurio (nel solo 2005) che è neurotossico. La produzione "a caldo" più inquinante rifiutata a Genova è stata trasferita a Taranto in questi anni provocando un incremento delle emissioni inquinanti certificate dal registro INES. Ad esempio l'arsenico scaricato nell'ambiente è aumentato di quasi 9 volte dal 2002 al 2005. Ma anche le altre aziende dell'area industriale presentano criticità di rilievo. Ad esempio i serbatoi dell'Agip emanano esalazioni (chiunque percepisce "a naso" la puzza di greggio anche solo passando di sfuggita nella zona) per via della cattiva tenuta dei serbatoi stessi. E la Cementir ha chiesto nella nuova autorizzazione a produrre di poter bruciare rifiuti nel processo produttivo, divenendo un grande cementificio-inceneritore. I tumori in città e provincia sono in costante aumento, come pure i casi legati all'autismo. I medici constatano un aumento di patologie a carico della tiroide. E anche le banali allergie, esplose specie fra i bambini di Taranto, hanno una correlazione con le polveri sottili abbondantemente presenti nell'aria, in quanto predispongono l'organismo alle infiammazioni magari provocate da agenti anche naturali (polline, ecc.). La combinazione fra emissioni industriali e normali patologie fa sì che l'inquinamento sia un moltiplicatore delle malattie. Anche di quelle che non nascono direttamente dall'inquinamento. E anche gli stili di vita errati (come il fumo da sigaretta) provocano danni ancora maggiori se si combinano con - tanto per fare un esempio - l'inalazione di fibre d'amianto: dieci sigarette fumate a Taranto fanno più danno che dieci sigarette fumate a Bolzano. L'impatto del cocktail micidiale di sostanze cancerogene, mutagene e teratogene a spasso per l'ambiente non ci può lasciare indifferenti.
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