Addio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
Per PeaceLink, Ernesto Burgio non è stato soltanto un ricercatore di fama internazionale. È stato un interlocutore prezioso, con il quale è nata una collaborazione sui temi che da oltre vent'anni sono al centro dell'impegno dell'associazione: la tutela della salute dei bambini di Taranto e la denuncia degli effetti dell'inquinamento industriale.
Il suo contributo è stato particolarmente importante perché ha aiutato a collegare i dati epidemiologici con quelli ambientali. L'aria che i bambini respirano, le sostanze tossiche presenti nell'ambiente e l'alimentazione possono influenzare soprattutto durante le fasi iniziali dello sviluppo. È proprio per questo che i bambini rappresentano la popolazione più vulnerabile agli inquinanti ambientali.
Queste conoscenze hanno rafforzato, anche sul piano scientifico, le iniziative civiche condotte da PeaceLink a Taranto. Da anni l'associazione documenta gli effetti dell'inquinamento prodotto dal polo siderurgico e promuove il monitoraggio degli inquinanti atmosferici, con particolare attenzione alle ricadute sulla salute infantile. Ernesto Burgio ha sempre sottolineato che la prevenzione primaria consiste nell'eliminare o ridurre le esposizioni nocive prima che provochino danni irreversibili. Una visione che coincide con il principio di precauzione e con il diritto dei bambini a crescere in un ambiente sano.
Ernesto Burgio ha inoltre svolto importanti incarichi scientifici nell'ambito della medicina ambientale, collaborando con organismi nazionali e internazionali dedicati allo studio delle relazioni fra inquinamento e salute umana. La sua autorevolezza derivava non soltanto dalla produzione scientifica, ma anche dalla capacità di costruire un dialogo fra ricerca, medicina, cittadini e associazioni impegnate nella difesa dell'ambiente.
Il suo ricordo resta legato soprattutto alla comune convinzione che la difesa dell'ambiente sia anzitutto una difesa dell'infanzia.
PeaceLink desidera ricordare non solo lo scienziato, ma anche la persona che ha saputo mettere la propria competenza al servizio del bene comune. Le sue ricerche continueranno a rappresentare un punto di riferimento per quanti ritengono che il diritto alla salute debba prevalere su qualsiasi interesse economico e che la protezione dell'infanzia costituisca il primo indicatore della civiltà di una società.
Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che hanno lavorato con lui va il nostro più sincero cordoglio. Il modo migliore per ricordarlo sarà continuare a difendere, con la forza della scienza e della partecipazione civile, il diritto di ogni bambino a respirare aria pulita e a crescere in un ambiente libero dall'inquinamento.
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