Mark Malloch Brown è legato a George Soros e Gene Sharp, ispiratori dei “golpes suaves”
7 agosto 2017 - David Lifodi
Nella giornata dedicata al voto per l’Assemblea costituente, barricate, omicidi, minacce e guarimbas di Mud e gruppi paramilitari per far prevalere l’astensione
Il paese rischia di trasformarsi in una Siria latinoamericana. Forte il rischio di un intervento militare statunitense o colombiano giustificato da ragioni umanitarie
31 luglio 2017 - David Lifodi
Nessun sistema di controllo per controllare chi avesse voluto votare più volte
E l’opinione pubblica continua a sostenere un’opposizione antichavista tutt’altro che democratica
3 maggio 2017 - David Lifodi
Il paese è in una situazione oggettivamente difficile ed è spaccato a metà, ma su Caracas aleggiano i piani destabilizzanti del Pentagono e le trame del segretario Osa Luis Almagro
Ieri, 28 marzo 2026, anche Roma ha parlato chiaro. Il corteo "No Kings Italy" ha invaso le strade della capitale con una partecipazione largamente superiore alle aspettative: gli organizzatori hanno dichiarato 300.000 presenti, in una mobilitazione definita una grande marcia popolare.
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
L'edizione 2025, realizzata con il contributo di oltre cento autrici e autori tra studiosi ed esperti nazionali e internazionali, è ora disponibile e se ne consiglia la lettura a quanti vogliono ragionare sui fatti, non sulle paure.
Ma la verità è difficile da trovare per la censura militare sull'informazione. Il presidente della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, Brendan Carr, ha lanciato una minaccia: "Perderanno la licenza le emittenti che distorcono le notizie".
Sabato 28 marzo un corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni. Il giorno prima, il concertone alla Città dell'altra economia a Roma. Oltre 700 sigle, migliaia di persone attese per dire no alla guerra, al riarmo e alle politiche autoritarie.
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