Microsoft reagisce con soluzioni ibride all'assedio del software di seconda ondataIl dominio di Microsoft nel software individuale per l'ufficio è ora messo in discussione da rivali «open» e da nuovi servizi web, quasi tutti gratuiti
È davvero bizzarro come, spesso, nella vita, alcune situazioni estremamete positive possano ribaltarsi fino a diventare anche negative. Ne potrebbe essere un esempio la Microsoft Corporation che, dopo aver battuto la concorrenza sul campo del software da ufficio ed essersi trasformata, ben presto, in un monopolio, adesso rischia di dover rifare un po' i conti visto che la concorrenza si è rifatta viva e stavolta con un prodotto free.
Gli esperti che hanno potuto dare uno sguardo alla nuova versione di OpenOffice sono tutti convinti che l'inclusione del nuovo pacchetto per la creazione e gestione dei database rappresenterà sicuramente un fattore di successo.
Non vi arrabbiate anche voi quando ricevete per posta elettronica un documento Word? Gli allegati Word sono fastidiosi, ma soprattutto impediscono alle persone di passare al software libero. Forse possiamo mettere fine a questa pratica, con un semplice sforzo collettivo. Tutto quello che dobbiamo fare è chiedere a chiunque ci mandi un file Word di riconsiderare il suo modo di fare.
Le aziende non hanno motivo di spendere soldi per i programmi da ufficio Microsoft, perchè esiste una validissima alternativa open source. Gli appassionati di informatica lo hanno sempre detto, ma ora lo affermano anche le (costosissime) ricerche di mercato. Quindi è diventato vero.
La sudafricana Sapila lancia una suite open source per l'ufficio nata lavorando sul codice di StarOffice. L'obiettivo è catturare una larga fetta del mercato dei paesi in via di sviluppo, ma non solo
Un consenso bipartisan ha contribuito alla lunga e disastrosa occupazione dell’Afghanistan. I decisori politici furono ipnotizzati dall’illusione di esportare la democrazia e i diritti umani con le armi. E chiamarono "missione di pace" la guerra.
L’accordo in arrivo dà ragione alla tesi sostenuta da Kent nelle sue dimissioni: “L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione”. Kent era il direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo degli Stati Uniti e aveva denunciato la guerra come “ingiusta e voluta da Israele”.
In queste settimane è scontro fra i cittadini giapponesi di Okinawa e i militari. Il governo americano ha infatti negato l'accesso alle basi per condurre accertamenti ambientali. L'isola di Okinawa è a sud del Giappone ed è in un punto strategico per controllare la Cina.
Tre anni fa serviva un visionario, oggi serve un costruttore. Ieri bisognava ripensare l’azienda, oggi bisogna riempire le linee di produzione. Ieri l’innovazione, oggi le consegne
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