a pensarci bene per i ragazzi degli anni 50, i “baby-boomers” come li chiamano in America, la vita non è andata poi così male, visto che hanno evitato di andare in guerra, quella che hanno tanto combattuto con le loro idee. Idee predicate e soprattutto cantate durante la "Rivoluzione dei fiori nei cannoni", quando parlavano di pace, di libertà, di uguaglianza, di parità tra i sessi .…. E poi sono stati una generazione che ha lottato poco per difendere un onesto lavoro.
Peccato che vivendo sempre in una realtà con i conti perennemente in rosso, non abbiano capito in tempo che, prima o poi, si tirano le somme e qualcuno paga sempre.
Esce l'edizione aggiornata del «Libro bianco sul lavoro nero», le storie raccontate in prima persona dai redattori precari e sommersi dell'informazione. Notizie pagate 2 euro lordi, pezzi a 5 euro. I profitti degli editori crescono mentre il contratto è fermo da due anni e chi sta al margine peggiora le proprie condizioni lavorative
L'Articolo "Giovani, lauree e lavoro la fabbrica delle illusioni"apparso
il 6 gennaio sul Messaggero Veneto associa il deprecabile fenomeno del
precariato lavorativo delle giovani generazioni all'impiego di queste
ultime nella cooperazione sociale e stabilisce l'ancor più nefasta
equazione cooperazione sociale= "precarietà, demotivazione,
dequalificazione dei servizi".
Poveri oggi significa una cosa precisa. Senza diritti essenziali. L’area della povertà si allarga. A dismisura. Dentro non finiscono solo quelli che non hanno il lavoro. Ma anche quelli con uno precario. Uno sguardo all’Italia dell’ingiustizia sociale.
La nostra Costituzione, per la prima volta nella sua storia, è in svendita. Si devasta per mantenere a galla un governo lacerato. Ma il nostro Paese ha ancora una riserva morale e civile. Intervista a Paolo Silos Labini.
Un dialogo destinato ad interrompersi tra una giovane palestinese e una regista iraniana, semplice e toccante come la passione di Fatma Hassona per la fotografia (nelle sale dal 27 novembre)
Nelle presidenziali cilene, la candidata del Partito Comunista Jeanette Jara in lieve vantaggio sul filopinochettista José Antonio Kast al primo turno, ma al ballottaggio del 14 dicembre è assai probabile un’alleanza tra le destre conservatrici ed estreme che lo potrebbe portare alla Moneda
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