Ospita una delle più grandi basi militari americane. E questo spiega perché non vi sia stato uno specifico interesse geopolitico per orchestrare campagne ostili. Il Qatar è talmente protetto dagli USA che ha potuto permettersi persino campagne a proprio favore a suon di mazzette
29 dicembre 2022 - Redazione PeaceLink
Ma il senatore Vaccaro (M5S) parla di "passi in avanti" sui diritti umani in Qatar
Il ministro verde tedesco Robert Habeck ha chiuso un accordo per il gas con l'emiro Al Thani. Habeck aveva dichiarato qualche giorno fa che occorre "ridurre e infine distruggere" il potere di Putin. Il Qatar è nella lista delle nazioni che violano i diritti umani.
Chi arma chi? Cosa si cela dietro il conflitto sudanese? Relazioni pericolose, rapporti di forza, rigorosamente a suon di armi e accordi con altre numerose potenze internazionali.
Escalation nelle relazioni politico-militari con il Qatar. Dopo la firma nel 2011 dell'accordo di cooperazione militare-industriale, l'Italia invia nell'emirato consiglieri e addestratori, partecipa alle esercitazioni militari ed esporta elicotteri e nuovi sistemi missilistici. Ciononostante il Qatar sia all'indice per le crescenti violazioni dei diritti umani e le repressioni delle opposizioni.
Siglata l'intesa per approvvigionare l'Italia con il gas proveniente dal Qatar. Ieri, a Rovigo, Adriatic Lng ed Edison hanno sottoscritto con Consorzio di sviluppo, Provinca e Regione l'accordo per l'installazione al largo di Porto Levante del primo rigassificatore a mare con basso impatto ambientale.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
L’oggetto della riforma è la riscrittura del titolo IV della Costituzione all’unico scopo di restringere o abbattere le garanzie di indipendenza dell’esercizio della giurisdizione.
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