Nuovamente bocciata a Bruxelles la direttiva europea sulla brevettabilità del software per l'opposizione della Polonia. La decisione è stata rinviata al prossimo anno
22 dicembre 2004 - Arturo Di Corinto
Le società dell’information technology che fanno business con questi strumenti guadagnano applicando "fee", in genere moderati, sulla distribuzione del software, oppure fornendo servizi aggiuntivi e assistenza tecnica
Una rete di sviluppatori ormai divisa tra «neo-aziendalisti» e liberi creatori che socializzano la proprietà intellettuale. Linus Torvalds Il ragazzo finlandese che sta impedendo a Microsoft di «chiudere il mondo in un solo sistema operativo»: ha creato un software migliore «liberandolo» dall'obbligo di servire al profitto
30 novembre 2003 - Arturo Di Corinto
Presentato il rapporto su innovazione e tecnologie digitali Il ministro Stanca: "Siamo tra i peggiori in Europa"
I documenti della pubblica amministrazione dovranno essere conservati in almeno un formato open source. Sulla scelta dei software massima autonomia ai singoli enti. Spinta invece ai programmi sviluppati dalla PA
Una mobilitazione ampia e partecipata ha attraversato decine di città italiane. La convergenza tra studenti, lavoratori, portuali e movimenti civili indica la possibilità di costruire un fronte unitario contro l'economia di guerra.
Il Comune di Genova e la Regione Liguria diventino capofila degli enti locali italiani per l’acquisizione di autonomia e sovranità digitale. Se non ora quando ?
Prevale, per la Cassazione, il rispetto del diritto e del bene supremo della vita e dell’ambiente. E sottolinea: “Il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili".
Le parole dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano e del docente di Diritto Costituzionale Michele Carducci dopo la sentenza che chiude la stagione del “bilanciamento costituzionale”, inaugurata dalla sentenza n. 85/2013 della Corte Costituzionale redatta dal giudice Gaetano Silvestri.
Quando un governo risponde a una motivazione insultando chi l'ha scritta, tendenzialmente è perché la motivazione non sa smontarla. Tiziana Landoni ha scritto trentasette pagine e allo stato degli atti i gravi indizi di colpevolezza non ci sono, per nessuno dei tre capi d'accusa.
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