”Journalists must be activists for the truth”: così Julian Assange ha concluso il suo intervento questa mattina a Strasburgo, davanti alla Commissione per gli affari giuridici dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE).
Abbandoniamo l’alta filosofia, le raffinate (o interessate?) analisi geopolitiche o sociologiche. Mettiamo in fila, uno dopo l’altro, le banali, lineari verità che questi tempi ci raccontano. Ma che sembra proibito dire, un po’ come il famoso bambino del “vestito nuovo dell’imperatore”.
Nuove condanne per la Federazione Russa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per casi riguardanti la Cecenia. Ieri sono state rese pubbliche le sentenze relative ai due casi Luluyeva e Imakayeva
Said-Emin Ibragimov, attivista ceceno per la pace e i diritti umani, racconta la sua vita, l’instancabile lotta pacifica per il suo popolo, mentre continua le azioni di protesta presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo
Dalla rivoluzione silenziosa delle videoriunioni alla loro verbalizzazione scritta tramite gli strumenti di trascrizione automatica. Una volta raccolti tutti gli interventi, il gruppo può passare a una fase successiva: costruire una visione condivisa e inclusiva.
E' scritto in un linguaggio sobrio, diretto e basato sull'asciutta evidenza dei dati. Può essere personalizzato e condiviso in rete su scala nazionale ma stampato localmente, fotocopiato e portato in piazza o nei luoghi di incontro e dibattito. E' allegato come file word e PDF a questa pagina web.
Secondo lo studio, in ogni simulazione di guerra almeno un modello di intelligenza artificiale ha alzato il livello del conflitto minacciando di usare armi nucleari
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
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