”Journalists must be activists for the truth”: così Julian Assange ha concluso il suo intervento questa mattina a Strasburgo, davanti alla Commissione per gli affari giuridici dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE).
Abbandoniamo l’alta filosofia, le raffinate (o interessate?) analisi geopolitiche o sociologiche. Mettiamo in fila, uno dopo l’altro, le banali, lineari verità che questi tempi ci raccontano. Ma che sembra proibito dire, un po’ come il famoso bambino del “vestito nuovo dell’imperatore”.
Nuove condanne per la Federazione Russa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per casi riguardanti la Cecenia. Ieri sono state rese pubbliche le sentenze relative ai due casi Luluyeva e Imakayeva
Said-Emin Ibragimov, attivista ceceno per la pace e i diritti umani, racconta la sua vita, l’instancabile lotta pacifica per il suo popolo, mentre continua le azioni di protesta presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo
La bilancia pende dalla parte degli Stati Uniti e questo è attribuibile alla natura "globale" della proiezione di potenza americana in particolare durante la Guerra Fredda.
Il direttore generale di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria ieri ha comunicato ai sindacati: «Da questa mattina non c'è più nulla di acceso. Tutti gli impianti dell'area a caldo sono stati spenti».
I dati delle perdite umane e dei costi economici. I numeri dimostrano che la politica estera USA risponde a dinamiche di continuità geopolitica che sono indipendenti dal colore politico della Casa Bianca. Le guerre dei democratici avrebbero tuttavia fatto più morti di quelle dei repubblicani.
A lanciare questa iniziativa è una coalizione di organizzazioni pacifiste americane. Tra queste spiccano Codepink, World Beyond War e Veterans For Peace, l'associazione degli ex combattenti americani che, dopo aver vissuto l'orrore della guerra, oggi dicono no ai piani militari di Trump.
“Sarebbe ingenuo leggere ogni scheda come una dichiarazione nonviolenta. Ma sarebbe altrettanto miope ignorare la stanchezza verso chi pretende di governare il mondo con le armi. Anche il voto può interrompere questa pretesa”.
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