Leggo di Unipol penso al commercio equo, alla finanza etica e a tutte le altre iniziative di economia alternativa. Un'idea mi tormenta: "Ecco cosa può succedere alle migliori iniziative se perdono l'anima e si lasciano vincere dalla tentazione del potere". Davanti agli occhi non ho solo la fine miserabile di gran parte del movimento cooperativistico, ma di esperienze ben più gloriose che hanno rappresentato la speranza per milioni di persone.
Dio, il grilletto, il sesso mercificato, la madre. Ma anche un mondo in cui il suono dell’amore sia unico. L’ultimo struggente album di Bruce Springsteen.
Si può liberare la fede dalla angoscia. Viverla come l’incontro con la persona. Con le persone. Una fede adulta libera dalla tentazione autoritaria. Intervista a uno dei più noti e temuti teologi del mondo, Eugen Drewermann.
Un film di straordinaria bellezza ma anche inquietante, che descrive come la via orientale alla pace sia la rinuncia alla vendetta. E come in alcuni casi la verità porti all'impero.
La polizia di Kiev ha fermato un taxi, ammanettato il passeggero e lo ha portato a un centro di reclutamento. Quel passeggero era Yevhenii Shulhat, giornalista investigativo di Hromadske. Il suo reato? Aver indagato sulla corruzione del potere.
Proprio come le persone che sono sopravvissute alla bomba atomica in Giappone si chiamano Hibakusha, anche gli alberi sopravvissuti hanno un titolo onorifico. Si chiamano Hibaku-Jumoku.
La collaborazione con PeaceLink è cresciuta da controlli sui dati ambientali a un sistema continuativo di analisi e allerta. Omniscope prepara e conserva il dato; PeaceLink lo porta nel confronto con cittadini, giornalisti e istituzioni. E così le informazioni diventano accessibili e verificabili.
Era un compagno di lotte nonviolente, Francesco Guccini. Non solo il poeta, il musicista, l'osservatore acuto della società e dei costumi. Il suo impegno di artista è stato anche un impegno morale e politico per la liberazione dell'umanità.
7 agosto 2026 - Peppe Sini (Centro di ricerca per la pace di Viterbo)
Elemento chiave è la risoluzione del febbraio 2015 con cui il Consiglio di Sicurezza dell'ONU approva all'unanimità la Risoluzione 2202, elevando gli Accordi di Minsk II a obbligo giuridico internazionale per fermare il conflitto nel Donbass. Non è stata mai attuata.
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