La loro "colpa" è in realtà quella di aver organizzato manifestazioni e presidi contro le navi che trasportavano armi per rifornire l’Arabia Saudita nella guerra in Yemen, traffico fra l'altro recentemente bandito dall’Italia con lo stop alla vendita di bombe.
24 marzo 2021 - Alessandro Marescotti
Le parti coinvolte nel confitto commettono gravi violazioni del diritto internazionale
"Presto servizio nell'esercito britannico dal 2017, ma ho giurato di proteggere e servire questo Paese non di far parte di un governo corrotto che continua ad armare e sostenere il terrorismo"
8 ottobre 2020 - Maria Pastore
La nostra industria di armamenti da lavoro, incluso l’indotto, a circa 150.000 persone
Eppure la legge n. 185 del 9 luglio 1990 vieta l'esportazione ed il transito di materiali di armamento verso i Paesi in stato di conflitto armato. Eppure l'articolo 11 della Costituzione ripudia la guerra. Perciò occorre subito sospendere l’esportazione di armi verso le parti in conflitto in Yemen.
Domani (24-6-2019) alle ore 15, la mozione dell'on. Fassina de “La Sinistra” verrà presentata a Montecitorio. Potrete seguire il dibattito live sulla webtv della Camera.
23 giugno 2019 - Patrick Boylan
In seguito ad una sentenza della Corte d'appello britannica
Un primo passo verso il divieto definitivo. Ma il governo presenterà ricorso contro la sentenza della Corte che dichiara illegali le procedure seguite finora per autorizzare le vendite d'armi ai sauditi
Il sottosegretario pentastellato agli esteri Manlio Di Stefano ha dichiarato che l'export di armi italiane verso l'Arabia Saudita non si può interrompere. "E' sbagliato pensare che si possa risolvere il problema con l’interruzione dell’esportazione delle armi prodotte in Italia", ha detto.
Un'associazione pacifista sarda denuncia, presso le Procure di Roma e di Cagliari, cinque Ministri dell'attuale Governo gialloverde. Ipotesi di reato: traffico d'armi verso l'Arabia Saudita e concorso nelle stragi commesse dai sauditi nello Yemen.
28 febbraio 2019 - Redazione
I sauditi stanno sterminando il popolo yemenita usando bombe italiane: ora basta.
Mercoledì prossimo, 27 febbraio, ore 11, in piazza San Silvestro a Roma, ci sarà una Conferenza Stampa per denunciare i ministri che continuano ad autorizzare l'export di armi all'Arabia Saudita. Verrà anche annunciata una mozione del deputato LeU Stefano Fassina per bloccare le armi ai sauditi.
La vita di un bambino in Yemen vale 1675 euro in armi italiane. PeaceLink si unisce all'appello lanciato da Nigrizia per vietare la vendita di armi italiane all'Arabia Saudita.
Ma allora sorge spontanea una domanda: l’intervento umanitario e “la difesa dell’umanità” sono un fatto universale o un orpello etico da esibire ad intermittenza?
28 novembre 2018 - Rossana De Simone
Il governo italiano ritiene legittimo vendere armi all'Arabia Saudita
Alla guerra condotta dall'Arabia Saudita nello Yemen si associa la peggiore carestia mondiale degli ultimi cento anni: 85.000 bambini nello Yemen potrebbero essere morti per fame o malattie dall'inizio della guerra nel 2015.
Che l'Arabia Saudita sia il co-creatore e il principale finanziatore dell'ISIS, usato per imporre l'egemonia sunnita/saudita sull'intero Medio Oriente e Nord Africa, è da tempo un segreto di Pulcinella. Ora Medea Benjamin rompe il silenzio e denuncia le connivenze, con la Casa Saud, del governo e dell'imprenditoria statunitensi.
Uno dei conflitti più sporchi di oggi si consuma in Yemen. Dove tanti fanno affari. Con armi di ogni tipo, tramite Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Una controversia tra Polonia e Ucraina è nata attorno alla decisione del presidente Zelensky di attribuire il nome di “Eroi dell’UPA” a un reparto delle attuali Forze per Operazioni Speciali.
Nel saggio "Di guerra in guerra. Dal 1940 all'Ucraina invasa" offriva un'analisi articolata invitando a evitare in primo luogo l'escalation verso la terza guerra mondiale.
La versione del presidente rumeno Nicușor Dan (e confermata dalle fonti militari) ridimensiona la tesi dell’attacco intenzionale russo. Nel sorvolare la città ucraina di Reni, a pochi chilometri dal confine, il velivolo sarebbe stato colpito dalla contraerea ucraina precipitando a Galati in Romania.
Il capitano Quinn testimoniò: "Eravamo lì perché avevamo sentito delle cose terribili che i Talebani facevano alla popolazione, di come calpestavano i diritti umani. Ma stavamo mettendo al potere persone che facevano cose persino peggiori di quelle dei Talebani".
Un consenso bipartisan ha contribuito alla lunga e disastrosa occupazione dell’Afghanistan. I decisori politici furono ipnotizzati dall’illusione di esportare la democrazia e i diritti umani con le armi. E chiamarono "missione di pace" la guerra.
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