Osservazioni di PeaceLink sul progetto di rigassificatore a Taranto
Qui di seguito c'è una breve presentazione del file. PeaceLink condivide sia le osservazioni del WWF Taranto sia quelle redatte dal prof. Michele Carducci in merito alle questioni del diritto al clima. E vi aggiunge questo contributo specifico sui rischi catastrofici (effetto domino) e altre questioni rilevate.
Rigassificatore di Taranto: PeaceLink invia le osservazioni al MASE
Criticità tecniche e rischi per il territorio: perché il progetto nel Molo Polisettoriale è incompatibile con la realtà industriale di Taranto.
L'Associazione PeaceLink ha presentato ufficialmente un dossier tecnico di osservazioni critiche nell'ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) relativo alla proposta di un terminale di rigassificazione GNL nel Porto di Taranto. Il documento di 54 pagine evidenzia gravi lacune nel Rapporto Preliminare di Sicurezza (RPdS) e chiede alla Commissione VIA di valutare la non idoneità del progetto.
1. Saturazione del rischio ed "effetto domino"
La criticità principale risiede nella collocazione dell'impianto all'interno di un'area già densamente industrializzata, vicina allo stabilimento siderurgico ILVA e alla raffineria ENI (entrambi siti a rischio di incidente rilevante).
- Mancanza di analisi cumulativa. Il progetto non contiene un’analisi quantitativa del rischio integrato tra i diversi stabilimenti ("cluster Seveso").
- Carenza di simulazioni avanzate. PeaceLink contesta la mancanza di simulazioni per modellare l'interazione tra incendi di grande estensione provenienti da impianti limitrofi e i nuovi serbatoi GNL.
- Rischio UVCE. Non sono state modellate le sovrappressioni cumulative derivanti da eventuali esplosioni simultanee di nubi di vapori (UVCE) in un contesto portuale così congestionato.
2. Il precedente del 2008: una "bocciatura" ancora attuale
PeaceLink richiama con forza il parere negativo espresso dalla Commissione VIA nel luglio 2008 per un progetto analogo per un rigassificatore Gas Natural nello stesso sito.
- All'epoca, il diniego fu motivato proprio dalla saturazione del rischio industriale e dall'incompatibilità ambientale del sito.
- Le condizioni attuali non sono cambiate: la concentrazione industriale permane e la vulnerabilità sistemica è, semmai, aumentata a causa dell'obsolescenza degli impianti ILVA esistenti e causa del peggioramento del contesto geopolitico (vedere punto successivo).
3. Vulnerabilità militare e rischi geopolitici
In un contesto geopolitico segnato da conflitti internazionali, PeaceLink sottolinea l'assenza di analisi su eventi esterni intenzionali.
- Obiettivo strategico: un rigassificatore è un'infrastruttura critica che potrebbe essere bersaglio di attacchi missilistici, droni armati o sabotaggi.
- Base NATO: nonostante Taranto sia una grande base NATO con traffico militare intenso (inclusi sottomarini), il proponente ha sbrigativamente classificato come "non credibili" gli scenari di incidente potenzialmente catastrofico.
4. Garanzie finanziarie e rischio erariale
Un altro punto sollevato riguarda la sostenibilità economica in caso di disastro catastrofico.
- Esclusioni per guerra: le polizze assicurative standard escludono normalmente i danni derivanti da atti di guerra o terrorismo internazionale che tuttavia non si possono escludere nell'attuale contesto geopolitico.
- Costi sulla collettività: se il gestore risultasse incapiente dopo un incidente superiore al miliardo di euro, i costi di bonifica e risarcimento sanitario ricadrebbero interamente sullo Stato, configurando un potenziale danno erariale.
5. Sicurezza della navigazione
PeaceLink contesta la tesi secondo cui le collisioni tra navi metaniere e altre grandi imbarcazioni siano impossibili.
- Il porto di Taranto è un sistema complesso con traffico promiscuo (mercantile, militare, pescherecci).
- Un'avaria ai sistemi di propulsione o un errore umano in uno specchio acqueo così ristretto possono trasformare una nave in un "proiettile incontrollato" contro il terminale.
La richiesta tecnica alla Commissione VIA
Alla luce di queste osservazioni, PeaceLink chiede formalmente che la Commissione VIA:
- Richieda un'analisi quantitativa di rischio cumulativo multi-sito.
- Preti particolare attenzione al principio di precauzione in un'area già gravemente compromessa dal punto di vista sanitario e ambientale.
- Verifichi la coerenza amministrativa rispetto al diniego del 2008, che non può essere superato senza prove documentali di un mutamento delle condizioni di fatto.
Questa la valutazione complessiva: "In un sito già industrialmente saturo, anche un aumento marginale di vulnerabilità può risultare determinante per la sicurezza della popolazione".
Per consultare il dossier completo si veda l'allegato a questa pagina web.
Allegati
Osservazioni sul rigassificatore di Taranto
Associazione PeaceLink673 Kb - Formato pdfNell'ambito della VIA (Valutazione Impatto Ambientale) è stato presentato questo documento con osservazioni.
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