Regione Puglia, la vera posta in gioco è la questione ambientale
Gentile direttrice, mi permetta di augurarle il miglior percorso professionale per il suo nuovo incarico e di sottoporle alcune considerazioni , forse utili, al “laboratorio permanente” che il Corriere del Giorno vuole continuare ad essere. Si tratta della vicenda politica delle candidature nei due schieramenti che si contenderanno la gestione della nuova giunta regionale per i prossimi cinque anni. Può apparire inspiegabile, strumentale o contraddittoria alla maggioranza dell’opinione pubblica ciò che sta avvenendo, infatti, si dovrebbe giudicare, come è normale che sia, l’amministrazione uscente e chi l’ha guidata, e invece sembra che il problema sia altro, cioè non solo come poter vincere le imminenti elezioni ma anche in che modo doverle o…poterle perdere con il minor danno e ciò se appare curioso sembra che anche questo faccia parte del gioco. Infatti, se non si può, nel centrosinistra essere critici con il proprio operato di cinque anni pena la denuncia del proprio fallimento politico ed amministrativo e nel contempo esigere il ricambio nella carica dell’attuale governatore della Puglia dovendo criticarlo anche per ciò che non ha fatto. La verità è che da più parti si vuole cancellare la vera e ultima anomalia italiana che non è determinata solo dalla presenza del governatore uscente ma dal ruolo che la Puglia ha nel grande gioco di interessi economici e strategici nazionali e internazionali e la cui amministrazione è , oggi più che mai, politicamente in conflitto con il governo nazionale. La nostra regione viene considerata determinante, più che nel passato, nella fase di uscita dalla crisi attuale e nella riproposta di un modello di crescita per le aziende e per il Pil nazionale che però ha comportato finora l’assenza di un reale e conseguente sviluppo di parte importante dei suoi territori, anzi il loro impoverimento. Mi riferisco particolarmente alle due province di Taranto e Brindisi per quanto riguarda l’attuazione del piano energetico regionale e la probabilità che ci sarà qui uno dei possibili siti di interesse nucleare per le centrali in progetto. Una regione strategica per la realizzazione delle nuove centrali Eni e di quella di Ilva a Taranto, per il rigassificatore a Brindisi e il controllo pubblico sul processo di ambientalizzazione della centrale Enel di Cerano e delle quattro aziende che insistono su Taranto per le quali sono in approvazione le Aia. Negli ultimi due anni le società civile in queste due grandi realtà ha avuto sommovimenti straordinari sulla difesa ambientale, una crescita della sensibilità civile dei cittadini che hanno messo in discussione anche il modello di sviluppo economico e sociale causa di tanti disastri. L’attuale coalizione al governo regionale ha recepito molte istanze dei movimenti e associazioni ,recuperando, per quanto riguarda Taranto, molto sul terreno della sua credibilità negli ultimi due anni. Questa la vera anomalia che si vuole cancellare. La questione ambientale rappresenta il problema politico più grande e non solo di Taranto , riguarda tutti mentre è evidente oramai che il problema politico vero e serio è rappresentato da una parte del centrosinistra che ha una visione dei processi economici simile a quella delle destre ed incapace di coniugare la crescita economica delle aziende con la tutela e sviluppo del territorio. Questa la vera posta in gioco a Taranto e in Puglia.
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