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Parco Nazionale Costa Teatina. PD e alleati di governo con chi stanno? Ora basta! Il territorio vien prima delle dinamiche di Partito del PD

Il PD e i suoi alleati chiedono al Governo di fermare l’iter di istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina per “evidenti discrasie”. Perché non le hanno evidenziate in questi mesi?
16 luglio 2015 - Alessio Di Florio (PeaceLink Abruzzo, Ass. Antimafie Rita Atria, Ass. Culturale Peppino Impastato)

Si al Parco della Costa Teatina

14 anni non bastano?  Ne servono ancora altri? Dove potrà finalmente fermarsi il record dei record ormai blindato dalla (ex) Regione Verde d’Europa? Il Consiglio Regionale, dopo analoga iniziativa assunta da tutti i sindaci (PD e centro-destra insieme), ha chiesto al Governo di non avallare la perimetrazione proposta dal commissario De Dominicis. Un commissariamento giunto dopo, appunto, 14 anni, nominato da un governo a maggioranza PD, inviato in una Regione in cui l’Amministrazione è a maggioranza PD e con la nomina di una persona proveniente dall’area politica del PD. Eppure, dopo quasi un anno, questa è la conclusione: l’Amministrazione Regionale PD (e alleati) chiede al Governo PD (e alleati) di fermare tutto.  In questi mesi si sono intervallati incontri pubblici, convegni, presentazioni, conferenze e comunicati stampa e tanto altro. Dubbi, domande, rimostranze, “evidenti discrasie” perché non sono mai state evidenziate in questi mesi? Possibile che in tutte queste occasioni, e nei tanti mesi che si sono intervallati, non ci sono stati 30 secondi per esprimerli, tra l’altro ad una persona politicamente vicina?

 

Dopo averlo criticato e attaccato per anni (critiche in molti casi tra l’altro condivisibili), al momento decisivo il PD fa proprie le posizioni del centro destra e di chi in questi anni si è espresso e ha operato contro il Parco Nazionale della Costa Teatina? Perché?

 

Dopo aver invocato per anni la sede del Parco, aver rivendicato di aver promosso l’inserimento di tantissimo territorio (immensità su cui qualche perplessità ci sarebbe…), al momento decisivo la maggior amministrazione PD della costa sud abruzzese firma, insieme a tutti gli altri sindaci, la lettera al Governo per fermare l’iter istitutivo giunto ormai ad un passo (se non meno) dal traguardo. Perché? Davanti a questa scelta, che senso ha la dichiarazione di un esponente di questa amministrazione (riferendosi ai recenti gravissimi fatti di cronaca che in queste ore abbiamo già condannato insieme con altre associazioni) che non si metterà in discussione il percorso di costituzione del Parco? Ovvio che non lo metteranno in discussione balordi e criminali, c’è chi ci ha già pensato …

 

Dopo aver affermato pubblicamente, come accaduto meno di un mese fa, che c’è già stato confronto e per anni, che sono stati persi anche troppi anni, che il Parco caratterizza la propria politica e distinguo non vi sono compatibili, che si voleva sollecitare il Governo a firmare il decreto al più presto, cosa ne pensa della lettera dei sindaci il principale alleato del PD al governo regionale? Cosa farà dopo quanto deliberato in Consiglio Regionale? Sono scelte che vanno in direzione diametralmente opposta e che impegnerebbero anche il loro esponente. Gli impegni verbali son stati presi, se l’atto concreto sarà quanto scritto in queste ore la non compatibilità come si risolverà? E come potrà non configgere con quanto deliberato in Consiglio Regionale?

 

Dopo essere apparsi a dir poco “timidi” nei confronti di Renzi, non accogliendo (e anzi su questo mostrando un piglio decisionale che meriterebbe ben altri scenari) la richiesta di rottura col Governo nel caso non torni indietro sulle scelte ambientali dello Sblocca Italia e non metta la parola fine su Ombrina e sugli altri progetti petroliferi in Abruzzo, nei confronti del Parco Nazionale della Costa Teatina, PD e alleati son riusciti ad esprimere una posizione netta, decisa, univoca, lineare e netta.

 

L’incendio di Colle Marcone e le tante terre dei fuochi d’Abruzzo, le minacce petrolifere, l’erosione e il dissesto idrogeologico, il pessimo stato dei fiumi, le presenze criminali e mafiose che colpiscono e avvelenano il nostro territorio e il tessuto sociale, impongono una decisa scelta di rotta. E’ già troppo tardi e non c’è più tempo da perdere. I 60.000 di Lanciano, i 40.000 di Pescara, le tantissime mobilitazioni di questi anni hanno già espresso la scelta di tantissime e tantissimi abruzzesi. Le istituzioni e i loro rappresentanti hanno il dovere di rispettare e seguire queste indicazioni e scelte. Tertium non datur, il PD e i suoi alleati scelgano definitivamente da che parte stare. Non è più tempo di proclami e passerelle. Va detta una sola, vera, netta parola. Se veramente si ha a cuore l’ambiente, l’ecologia, la libertà, l’integrità e le bellezze di questo territorio la si smetta una volta per tutte di indugiare nelle dinamiche di palazzo e di partito. Se così non sarà, non serviranno a nulla parole, proclami, dichiarazioni, convegni, promesse et similia. Perché nei fatti la scelta sarà stata fatta.

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