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Le accese proteste dei cittadini di Lagopesole e quelli del Centro Storico di Potenza spostano, nuovamente l’attenzione, sul problema elettrosmog nel capoluogo e nell’intero territorio regionale
23 agosto 2008 - OLA | Organizzazione Lucana Ambientalista

antenne selvagge Le accese proteste dei cittadini di Lagopesole e quelli del Centro Storico di Potenza spostano, nuovamente l’attenzione, sul problema elettrosmog nel capoluogo e nell’intero territorio regionale. I primi, sono riusciti a rimandare al mittente gli operai pronti ad installare un antennone Telecom proprio a ridosso del Castello federiciano. Finti rami per camuffare un obbrobrio di 17 metri. Oltre al danno (per la salute dei cittadini), anche la beffa. I secondi, invece, insospettiti da alcuni strani movimenti di operai, rispettivamente, sul Palazzo Ina in Piazza Prefettura e sul cortile interno del Palazzo ex Upim, hanno immediatamente chiesto spiegazioni agli Enti preposti. Al di là delle giustificazioni del caso (“i tralicci oggetto delle proteste non sono nuovi”) offerte dagli amministratori, la preoccupazione resta alta per una situazione che, oggi, ancora più di qualche tempo fa, assume i connotati di un vero e proprio far-west, senza regole e senza limiti di ogni sorta.

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) – Coordinamento territoriale apartitico di Associazioni, Comitati, Movimenti e Cittadini – denuncia per l’ennesima volta la mancanza del famigerato Piano di Localizzazione delle Stazioni Radio Base per il capoluogo (più volte sbandierato) e per tutti i Comuni della regione (fra l’altro è un obbligo previsto dalla Legge Regionale n. 30 del 2000, da adottarsi entro un anno dall’entrata in vigore). A Potenza - almeno per quanto riguarda la telefonia mobile - il menefreghismo e la mancanza di volontà con i quali si ritardano le operazioni di adozione del Piano ha già prodotto un danno: tutto il Centro Storico è stato letteralmente sommerso da SRB e se un giorno il Comune decidesse di svegliarsi dal letargo per far fede alle promesse riassunte in “titoloni” e “slogan elettorali” può farlo con tutta calma: nessun gestore di telefonia mobile chiederà altre autorizzazioni perché si è già coperto ogni centimetro quadrato di territorio, con un numero impressionante di ripetitori che, forse, rasenta un vero e proprio record nazionale. Siamo di fronte ad uno schiaffo a quel “Principio di Precauzione” che si invoca da tempo e che viene raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Nessuno si sogna di mettere in dubbio l’utilità della telefonia mobile, si tratta solamente di avere un occhio di riguardo per la salute dei cittadini, almeno finché la scienza si pronunci definitivamente circa gli effetti sulla salute che le onde elettromagnetiche potrebbero causare.

Fra l’altro il Comune di Potenza - con bene tre siti a rischio - è quello con più situazioni di accertata illegalità per quanto concerne il superamento dei limiti di valore massimo fissato in 6 V/m dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 Luglio 2003. Ci dispiace chiamare in causa, per l’ennesima volta, l‘Arpab (che come già fatto in altre situazioni si attiverà ad allertare sulla stampa i suoi “pompieri”) e fra gli altri anche il Sindaco Santarsiero, quale massima autorità sanitaria: se i primi hanno l’obbligo di monitorare e segnalare le anomalie, il secondo ha l’obbligo di intervenire chiedendo di spegnere i ripetitori con emissioni fuori norma. Con il susseguirsi di queste condizioni c’è materia per far intervenire la Magistratura; Magistratura più volte chiamata in causa dalla nostra Organizzazione con denunce contenute nei comunicati del 14 Febbraio 2008 (http://www.olambientalista.it/antenneart32.htm) e del 23 Maggio 2008 (http://www.olambientalista.it/antenneart33.htm).

Perché il primo cittadino di Potenza non ha mai provveduto alla risoluzione della situazione? Dove sono finiti i buoni propositi del presidente del Co.Re.Com. dimostrati in più occasioni? Che cosa ha fatto in questi anni l’Assessorato all’Ambiente per limitare i danni ai cittadini? Quali sono le ragioni che hanno impedito ai solerti funzionari di stilare il Piano di Localizzazione? Ma il nostro presidente di Regione è ancora in carica? Speriamo di non ottenere le risposte richieste durante le prossime tornate elettorali. Di sicuro sappiamo che si continuano a rilasciare permessi per costruire sotto i tralicci dell’alta tensione che alimentano la sotto-stazione ENEL di Via del Gallitello. Bel modo di tutelare la salute dei potentini!

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