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I retroscena dell'intervento militare francese in Africa

Mali, la guerra per l'uranio

Nell'area vi sono le più importanti riserve mondiali di uranio, oltre a petrolio e gas. L'Italia ha annunciato che darà il proprio sostegno. Intanto il blitz per la liberazione degli ostaggi in Algeria (catturati dai guerriglieri islamici per ritorsione contro la guerra) provoca una strage
18 gennaio 2013 - Alessandro Marescotti

Guerra contro al Qaida o guerra per l'uranio? Il Mali

Francois Hollande, segretario del Partito Socialista Francese, è l'attuale presidente della Repubblica di una nazione che punta sull'energia nucleare e che è ovviamente dipendente dall'uranio. In Francia sono attive infatti 19 centrali nucleari, per un totale di 58 reattori. Ad essi vanno sommati i reattori nucleari che offrono la propulsione di sottomarini e portaerei della flotta militare. L'uranio è alla base anche delle testate nucleari a cui Hollande non intende rinunciare.

Il governo francese è protagonista in questi giorni di un intervento militare in Mali, giustificato dalla lotta al "fondamentalismo islamico".

Il problema per Hollande è che questi fondamentalisti stanno per controllare un'area ricca di uranio.

Il giornalista Ennio Remondino spiega che la forza militare internazionale vuole "fronteggiare i qaedisti ed evitare il loro radicamento nel nord". E il Mali ha notevoli giacimenti di uranio proprio nel nord.

Questa guerra neocoloniale non trova tuttavia l'opposizione della sinistra, anzi. Un sondaggio rivela che è approvata dal 68% di quelli della coalizione di sinistra del Front de gauche capitanata da Melenchon (che si è limitato a dire che l'intervento è "discutibile"). Il 77% dei socialisti francesi sostengono l'intervento militare. E in Italia si assiste al sostegno - deciso dal governo dimissionario -  senza che nessuna voce di commento si levi, almeno per ora.

L'intervento francese ha già generato un evento drammatico in quanto ha provocato il 17 gennaio il rapimento di massa di ieri di centinaia di persone - tra cui anche una quarantina di stranieri e occidentali - che lavoravano nel sito di gas algerino di In Amenas per mano di un gruppo di combattenti islamici. L'azione è stata una esplicita ritorsione contro l'intervento francese in Mali. Ne è seguito l'intervento dell'esercito algerino per la liberazione degli ostaggi occidentali. E' stato un bagno di sangue. La guerra in Mali comincia povocando già un grave contraccolpo.

 

 


Note:

Fonti:

Petrolio, gas e uranio: la Guerra Infinita ora trasloca in Mali
http://www.libreidee.org/2013/01/petrolio-gas-e-uranio-la-guerra-infinita-ora-trasloca-in-mali/

Francia protegge interessi in Mali: paese ricco di petrolio, oro e uranio
http://italian.irib.ir/notizie/politica5/item/119603-francia-protegge-interessi-in-mali-paese-ricco-di-petrolio,-oro-e-uranio

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