La vicenda della medicina biologica rappresenta la punta dell’iceberg di un fenomeno ecologico-culturale universale. Stiamo assistendo infatti all’estremizzazione di atteggiamenti appartenenti all’epoca moderna che percorrono le strade del pensiero pionieristico della conquista e del consumo.
12 luglio 2004 - Maurizio Pierpaolo
Leopardi aveva ragione. La Natura (che lui scriveva con l’iniziale maiuscola) segue i suoi scopi e non i nostri.
Ci stanno pigliando in giro (d'affari). Certo, questo giro d'affari produce Pil e chi se ne importa se poi questi milioni di pile scariche finiscono per costituire un serio problema ecologico, poiché la loro facilità di smaltimento è inversamente proporzionale alla loro qualità.
Un epidemia di morbo della mucca pazza in Francia sarebbe stata completamente ignorata, portando all'immissione sul mercato alimentare di quasi 50.000 animali infetti. Questo è lo sbalorditivo rapporto redatto dai ricercatori dell'Istituto di ricerca sulla salute e le malattie (Inserm) del governo francese.
Tra le meditazioni buddiste non c’è quella sulla Discarica. Al tempo del Buddha era più evidente la circolarità del vivente e la terra era in grado di sopportare meglio l’incessante gettar via umano («che da ogni parte gittiamo puzza»: così diceva la nostra eccelsa Caterina senese).
Intervista con Giannozzo Pucci, uno dei più autorevoli ambientalisti italiani: «Culture come quella verde sono inadatte ad affrontare la complessità del problema»
E cosa succederà quando si verrà a scoprire che il virus dell'HIV, il virus Ebola, il virus della SARS, il virus della Mucca Pazza, il virus dei Polli e tutti i fottutisimi virus che da un po' di tempo a questa parte infestano la biosfera e mietono vittime su vittime sono tutti prodotti “inventati” dalla scienza senza coscienza?
La civiltà dei moai si è autodistrutta per aver troppo consumato le risorse, limitate, dell'isola di Pasqua. Come la nostra civiltà sta consumando le risorse del mondo
Dietro il mistero dell'isola e dei suoi giganti di pietra è chiaro che il territorio un tempo doveva essere coperto di foreste, con una ricca agricoltura e un'abbondante popolazione. Ma i megaliti e le cerimonie ad essi connesse hanno via via esaurito tutte queste risorse, esaurendo con ciò anche la civiltà che vi prosperava, senza lasciare memoria
Ambiente e lavoro sono state nella tradizione di sinistra due materie lontane, anzi sovente date come confliggenti e inconciliabili. Ma forse le cose stanno cambiando.
In alcuni ambienti esiste un'idea radicalmente ottimista sul rapporto instaurato tra l'uomo e la natura nelle società premoderne o, per lo meno, in quelle arcaiche.