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"Stasera che scienza!" con Luca Mercalli

3 dicembre 2020
ore 20:30 (Durata: 2 ore)

Il climatologo Luca Mercalli è il protagonista del nuovo appuntamento di "Stasera che scienza!", per la prima volta in versione interamente online!

Sarà possibile seguire l'evento in diretta sui canali social della Fondazione Bruno Kessler.

Facebook: https://bit.ly/37dgYDJ
Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=3bVmUvbvDF4
Linkedin: https://www.linkedin.com/company/fbkresearch


CRISI CLIMATICA E AMBIENTALE: RISCHI SOTTOVALUTATI, SOLUZIONI LENTE

Siamo entrati in una nuova epoca geologica, l'Antropocene. La sua caratteristica è l'impatto dell'umanità sull'ambiente globale. Quali sono i limiti fisici da non superare se vogliamo evitare il collasso degli ecosistemi e del clima? Come raggiungere consapevolezza della sfida epocale che abbiamo di fronte? Le soluzioni ci sono, dalle energie rinnovabili alla diminuzione dei rifiuti, ma ogni giorno che perdiamo rende la strada più difficile e i rischi più elevati. Dobbiamo agire in fretta, per la qualità di vita nostra e dei nostri figli e nipoti e per la sopravvivenza della nostra stessa specie.

Luca Mercalli (Torino, 1966), climatologo, presiede la Società Meteorologica Italiana, si occupa di ricerca su climi e ghiacciai alpini, insegna sostenibilità ambientale in scuole e università in Italia (Università di Torino-SSST, Università di Scienze Gastronomiche Pollenzo), Svizzera e Francia e la pratica in prima persona, vivendo in una casa a energia solare, viaggiando in auto elettrica e coltivando l’orto. Consulente dell’Unione Europea e consigliere scientifico di ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Per la RAI ha lavorato a “Che tempo che fa”, “Scala Mercalli”, “TGMontagne” e Rainews. Editorialista per “La Stampa” e “Il Fatto Quotidiano”, ha al suo attivo migliaia di articoli e oltre 2000 conferenze. Tra i suoi libri: «Filosofia delle nuvole», «Il clima che cambia», «Prepariamoci», «Il mio orto tra cielo e terra», «Non c’è più tempo», e il libro per bambini «Uffa che caldo».

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