convegno

Una scelta per la pace. L'obiezione di coscienza ieri, oggi, domani

9 maggio 2026
Sala "Grazia Deledda" piazza Unità d'Italia, Fontaneto d'Agogna (NO)
La sala si trova a cinque minuti dall'uscita di Borgomanero della autostrada A26. Fontaneto è anche raggiungibile con i mezzi pubblici: treno fino a Novara e Borgomanero e da Novara e Borgomanero con autolinea SAF
La situazione internazionale, che oramai da quattro anni è degenerata a causa delle guerre tra Europa e Medio Oriente, il genocidio dei Palestinesi, le decisioni a livello di istituzioni europee di investire enormi cifre in armamenti e industria bellica e, a ricaduta, il progetto di un ripristino della leva militare – che si è concretizzato, anche se per il momento su base volontaria, tranne in Croazia dove è invece obbligatorio, in alcuni Paesi tra cui Germania e Francia  in primis, ma anche Italia su proposta del ministro della difesa e addirittura con il disegno di legge della Lega per ritorno di una leva obbligatoria – delineano un orizzonte nient’affatto rassicurante e ci portano, inevitabilmente e responsabilmente, a interrogarci sul futuro dell’Europa e del mondo, dei giovani e di noi tutti.
Cosa possiamo fare come cittadini, credenti e non, attivisti-pacifisti e non, in un contesto sociale politico in cui coloro che hanno il potere di prendere le decisioni per il bene comune e per fermare le guerre e i massacri di civili rinunciano o tacciono o, peggio ancora, perseguono i propri interessi? Cosa rimane se il diritto internazionale viene calpestato o ignorato, nella migliore delle situazioni, se le Nazioni Unite vengono svilite e delegittimate nella loro fondamentale funzione di salvaguardare la pace e i diritti umani?
Sembrerebbe poco o nulla! In realtà rimane la coscienza, l’umanità o la pietas di classica memoria, la consapevolezza che o “ci salviamo tutti insieme o non si salva nessuno”. Ognuno di noi può scegliere di fare o ciò che è giusto o ciò che è utile e conveniente, ma la scelta della pace è nello stesso tempo giusta, utile e conveniente per tutti.
Possiamo scegliere di rifiutare la guerra e la violenza in tutte le sue forme e concretamente fare obiezione di coscienza al servizio militare e a tutte le violazioni dei diritti umani.
L’obiezione di coscienza alla guerra e al servizio militare non è pura disobbedienza civile e rifiuto di indossare una divisa che “autorizza” ad uccidere altri fratelli e sorelle in nome di chissà quali ideali di patria, libertà e democrazia, non è l’azione di chi non ha il senso dello stato o di chi non ha coraggio e fugge davanti ai propri doveri. Ieri, come oggi, gli obiettori, resistenti nonviolenti, hanno pagato e pagano con dignità, per questa scelta di pace e di vita, anche un prezzo molto alto, con il carcere ad esempio, con l’emarginazione sociale o con l’esilio.
                                   
                                       L’obiezione di coscienza al servizio militare è un diritto umano.
Il convegno “Una scelta per la pace. L’obiezione di coscienza ieri, oggi, domani” nasce da questa consapevolezza e si propone di portare al centro il dibattito su questo tema, ancora marginale nel nostro Paese, oltre che sulle principali iniziative che la società civile sta mettendo in campo per creare veri e propri spazi istituzionali, affinché la pace non sia solo uno slogan da utilizzare sulle bandiere e nelle manifestazioni, bensì una condizione concreta a cui tendere e da costruire
Per maggiori informazioni:
MIR Borgomanero-Associazione per la pace-Laboratorio per la pace-Pace e Convivenza
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