assemblea

Un ARSENALE dietro CASA

14 novembre 2026
ore 17:30 (Durata: 2 ore)
via sant'agostino, Pisa (PI)OSMGoogleApple
Circolo Arci Alberone

Due depositi di munizioni ed esplosivi all’aeroporto di Pisa
Che voce ha chi vive e lavora in San Giusto e San Marco?

Care e cari,

un nuovo progetto della Difesa prevede di costruire due depositi per 20 tonnellate di esplosivo all’interno dell’aeroporto di Pisa, con l’intenzione di realizzarne poi altri quattro, arrivando a ben 60 tonnellate di esplosivo. 

Con un impegno complessivo di spesa indicato nell’atto pari a oltre 6,1 milioni di euro il progetto esecutivo dell’Aeronautica Militare prevede la costruzione di due riservette di tipo igloo, strutture protette in cemento armato, oltre a bastionature di protezione, un’area coperta per lo stoccaggio temporaneo, recinzioni e locali di servizio. E’ la prima volta che si costruiscono depositi di questo tipo dentro il Galileo Galilei.

Uno dei pochissimi aeroporti militari italiani che per decenni ha avuto una funzione prevalentemente civile, ma che, nello scenario attuale di corsa al riarmo, sta rivelando esplicitamente il suo ruolo all’interno dell’hub militare Pisa-Livorno, sempre più importante per la “guerra mondiale a pezzi” che stiamo vivendo.

 

La questione non è solo quella di finire trascinati nella spirale bellica, ma è anche una questione di sicurezza e di trasparenza. L’aeroporto è a stretto contatto con i quartieri di San Marco e San Giusto, con la FiPiLi e l’autostrada. Il problema della sicurezza tocca tutte le infrastrutture (strade, ferrovie, canali) attraverso le quali il materiale esplosivo verrà spostato, ma nei quartieri di San Marco e San Giusto la questione della sicurezza è più urgente.
Quartieri tenuti all’oscuro di tutto, che non ricevono informazioni e che non vengono interpellati da quelle istituzioni che decidono questi interventi o da quelle che dovrebbero garantire la sicurezza della cittadinanza.Le domande senza risposta sono tante: 

dove saranno collocati esattamente i depositi?  Quali tipologie di materiali potranno essere immagazzinate?  Quali valutazioni sono state effettuate sulle distanze di sicurezza?
Quali possibili interferenze sono state esaminate rispetto all’aeroporto civile e alle attività che vi si svolgono?  Quali procedure di emergenza sono previste?  Le istituzioni locali cosa sanno e che ruolo hanno?

Per questo vi invitiamo ad una assemblea pubblica aperta a tutta la cittadinanza, e rivolta in particolare a chi vive il quartiere, a chi lavora all'aeroporto, alle associazioni e movimenti che si battono contro la guerra e per la pace. Riteniamo che sia importante ragionare collettivamente su questo ennesimo atto di militarizzazione del territorio che rischia di diventare un enorme pericolo per la sicurezza di chi quel territorio lo abita.

Ci vediamo al circolo Alberone sabato 14 novembre alle ore 17:30.

Una Città In Comune - Rifondazione Comunista

 

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