campo

Pratiche nonviolente e conflitti di genere

25 luglio 2004
ore 12:18

La rivoluzione umana che può vantare l’assoluta mancanza di violenza è quella realizzata dai movimenti delle donne nel mondo. Esse hanno capito che la costruzione di reti di solidarietà, di valorizzazione dell’autorevolezza e di denuncia dell’autoritarismo è la strada attraverso cui smettere di sottostare al giogo del potere e iniziare percorsi di liberazione. Il processo di liberazione innescato dal femminismo è scaturito dalla constatazione che, se applicata tra i generi, la logica amico/nemico avrebbe portato alla catastrofe nel luogo primario degli affetti. Partire da sé, mettere in crisi la relazione con gli uomini in generale e con i propri uomini in privato (mariti, padri, figli, fidanzati, amici) ha provocato quel terremoto epocale che ha partorito la libertà di scegliere e scegliersi, modificando alle fondamenta la società e le sue istituzioni. Nei giorni che trascorreremo insieme vivremo momenti di lavoro di gruppo e individuale, che intrecceranno le pratiche e le teorie nonviolente con il pensiero femminista. Parleremo insieme, tra l’altro, degli schemi delle strutture decisionali e dei tipi di potere; del processo del consenso condiviso; della conoscenza delle radici economiche, sociali, culturali e patriarcali della guerra e della violenza; della distruzione dello stereotipo della frontiera e della sua difesa, così come dei concetti di maschile/femminile come gabbia. Ci aiuterà nelle riflessioni Monica Lanfranco, coautrice del libro Donne disarmanti.

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Sergio Albesano
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