Banche e armamenti: quale responsabilità sociale?
Le banche, quotidianamente, scelgono dove e come investire i propri fondi.
La Greemen Bank, di Muhammad Yunus, nobel per la pace 2006, ad esempio, ha scelto di aiutare attraverso il microcredito, i più poveri. Altri istituti di credito, invece, finanziano il commercio delle armi.
Quello delle armi, non è un commercio come tutti gli altri: le armi causano morti e invalidi; spesso finiscono nelle mani di bambini soldato e sicuramente il prezzo pagato per acquistarle contribuisce ad accrescere la miseria e l'indebitamento dei paesi poveri. Come insegnano i film "Lord of war" e "Finché c'è guerra c'è speranza", è un mercato che prospera grazie ai conflitti e al terrorismo. Dove la legalità e l’illegalità non hanno un confine netto e che spesso convive e alimenta corruzione e traffico di stupefacenti.
Da alcuni decenni in Italia grazie alla legge 185/90, l'esportazione dei grandi sistemi d’arma è regolato. Esiste il divieto di esportare a Paesi in conflitto o che non rispettano i diritti umani e il Presidente del Consiglio deve relazionare annualmente dettagliando le armi commerciate e gli Istituti di credito coinvolti. Utilizzando questi dati sono nate delle campagne volte a responsabilizzare l’opinione pubblica, le banche e la loro clientela al fine di diminuire o annullare la loro esposizione nel settore. Anche il mercato delle armi leggere avrebbe bisogno di una legge analoga e vari organismi stanno lavorando da tempo in questa direzione.
Per approfondire la tematica, diverse associazioni locali, alcune delle quali a suo tempo avevano contribuito all’approvazione della legge 185/90, organizzano a Faenza una conferenza pubblica Lunedì 3 dicembre alle ore 20.30, presso la Sala delle Associazioni in via Laderchi, 3/a dal titolo "Banche e armamenti: quale responsabilità sociale?" tenuta da Giorgio Beretta, ricercatore per la Rete Italiana per il Disarmo e per la Campagna di pressione alle “banche armate”, caporedattore di Unimondo e collaboratore delle riviste Missione Oggi, Nigrizia e Mosaico di Pace. Saranno presenti anche rappresentanti delle amministrazioni del Comune di Faenza e Ravenna.
Altroconsumo, Amici Mondo Indiviso, Centro di Documentazione don Tonino Bello, Circolo Legambiente Lamone Faenza, Comitato Spontaneo per la Pace, Emergency, Farsi Prossimo, GAS Faenza, Gruppo Donne in Nero di Ravenna, Manitese Faenza, Ordine Francescano Secolare Faenza, Pax Christi Faenza
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