evento

A fianco del popolo Guaranì

14 ottobre 2019
ore 18:00 (Durata: 2 ore)

Incontro con Leila Rocha, leader Guarani Ñandeva in Brasile
coorganizzato con Lucha y Siesta e Non Una Di Meno - Roma

Il popolo Guarani è presente in un territorio del sud America che si trova negli attuali confini di 4 paesi (Argentina, Brasile, Bolivia e Paraguay): più di 285.000 persone che vivono in circa 1.500 comunità e costituiscono uno delle più grandi comunità indigene del continente americano.

il Popolo Guaraní Kaiowá è vittima di un genocidio e di un geocidio.

Il genocidio, iniziato con la prima occupazione portoghese, è continuato nel tempo e si è intensificato all'inizio del '900 e durante la dittatura (1964-84) quando buona parte della popolazione Guarani Kaiowá è stata scacciata dai territori che abitavano e reclusa nelle riserve del Mato Grosso, senza la minima garanzia di vita “reale”.

La colonizzazione e il genocidio continuano oggi attraverso le grandi coltivazioni dell'agroindustria (soia OGM, eucalipto,.....)
Quella che è stata la folta foresta si è trasformata nel deserto del monocoltivo, nell'inquinamento dell'agrotossico legato all'utilizzo del transgenico, con ricadute pesanti sulla salute delle persone, degli animali, delle acque, delle piante, della Terra.

Anche se separate dai confini delle 4 nazioni e resistendo ad altissimi livelli di violenza, razzismo, dislocamenti forzati, assassinii e suicidi, le comunità Guarani resistono.

Leila è tra le promotrici del processo di auto demarcazione delle terre indigene e ha guidato la riconquista (retomada) del territorio di Yvi katu.

Il popolo Guarani vive e resiste diviso tra “riserve”, “retomadas” e “acampamientos” mantenendo viva la propria cultura, la lingua, le tradizioni, la forma organizzativa, l'autonomia, e i propri cambiamenti. Gli “Accampamenti” sono “temporanei” luoghi di resistenza per non allontanarsi dai luoghi delle retomade (recuperazioni di terra) una volta abbandonate le riserve.

Tra il 2000 e il 2019 sono avvenuti 500 assassini contro leader e persone di questo popolo, donne, uomini, adolescenti, bambini e bambine. Questi crimini vengono commessi da forze paramilitari e fazendeiros (proprietari terrieri) che cercano di appropriarsi dei territori dei nativi. Le terre che recuperano (le retomadas) sono rovinate dal monocoltivo, dagli agrotossici e le acque inquinate
a questo si sono aggiunti i terribili incendi dell'Amazzonia

"NON È IL FUOCO, È IL CAPITALISMO" abbiamo detto

Chi è responsabile se l'Amazzonia brucia? La politica degli stati amazzonici, il Brasile di Bolsonaro in testa, che accettano di chiudere entrambi gli occhi e di svendere la foresta alle grandi imprese multinazionali dell'agronegozio. Bruciare la foresta per sostituirla con la soia, ad esempio, per nutrire gli animali d'allevamento.

Bruciare la foresta per cacciare i popoli indigeni e mettere fine alle rivendicazioni delle terre ancestrali.

In questo incontro potremo imparare da questa storia di resistenza ad assumere consapevolezza delle nostre responsabilità e della necessità di pratiche concrete per sostenere il popolo Guaranì e tutte le comunità indigene nel loro cammino per l'autodeterminazione e la vita nei loro territori.

Per maggiori informazioni: evento su Facebook
Aggiungi a calendario: Google - Outlook - Apple - Altri

Prossimi eventi - Aggiungi

Mappa

Eventi dei prossimi giorni

Ricerca eventi

Ricorrenze del giorno

  • Anno 1973: Dopo undici anni di guerra, i soldati americani lasciano il Vietnam.

Dal sito

  • Cittadinanza
    Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONU

    Cosa sono le "zone di sacrificio"?

    Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
    27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Migranti
    Un'opera corale contro la narrazione distorta

    Dossier statistico immigrazione: i numeri contro le menzogne

    L'edizione 2025, realizzata con il contributo di oltre cento autrici e autori tra studiosi ed esperti nazionali e internazionali, è ora disponibile e se ne consiglia la lettura a quanti vogliono ragionare sui fatti, non sulle paure.
    27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • MediaWatch
    Le basi USA in Medio Oriente devastate dai missili iraniani

    La guerra va male per Trump

    Ma la verità è difficile da trovare per la censura militare sull'informazione. Il presidente della Federal Communications Commission (FCC) statunitense, Brendan Carr, ha lanciato una minaccia: "Perderanno la licenza le emittenti che distorcono le notizie".
    27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    A Roma, a Londra e in tutto il mondo

    No Kings, la mobilitazione internazionale contro Trump: consulta la mappa globale

    Sabato 28 marzo un corteo da piazza della Repubblica a San Giovanni. Il giorno prima, il concertone alla Città dell'altra economia a Roma. Oltre 700 sigle, migliaia di persone attese per dire no alla guerra, al riarmo e alle politiche autoritarie.
    27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • CyberCultura
    Per un solo voto all'Europarlamento

    Fermata la sorveglianza di massa di Chat Control

    Il Parlamento europeo ferma le scansioni di massa di Chat Control in una votazione al cardiopalma. L'assemblea ha oggi bocciato il controllo automatizzato di foto e messaggi privati. Il segreto delle comunicazioni digitali torna in vigore.
    26 marzo 2026 - Patrick Breyer
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)