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    "Il rapporto tra il fine e i mezzi è così inviolabile come quello tra l'albero e il seme"

    Gandhi, artigiano della nonviolenza

    L'azione nonviolenta deve cercare la vittoria, ma il suo fallimento, sempre possibile, non le fa perdere senso: essa è di per se stessa una vittoria. "La natura stessa della resistenza nonviolenta - scrive Gandhi - è tale che i frutti del movimento sono contenuti nel movimento stesso".
    3 settembre 2026 - Jean-Marie Muller
  • Pace
    Conferenza stampa davanti a Montecitorio

    La conoscenza non marcia! Petizione contro gli accordi fra scuola, università e filiere militari

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    2 settembre 2026 - Rossana De Simone
  • Pace
    Un ricordo

    Addio a Enzo Bianchi

    Ha fondato la comunità monastica di Bose, una comunità religiosa cristiana, formata da monaci di entrambi i sessi e provenienti da Chiese cristiane diverse. Bose è frazione del comune di Magnano, in provincia di Biella.
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    Il paese centroamericano prigioniero degli investitori stranieri

    Il Guatemala ostaggio delle multinazionali

    Il dossier del Transnational Institute e dell’Institute for Policy Studies evidenzia come lo stato sia vittima dell’Investor-state dispute settlement, uno strumento giuridico che permette alle transnazionali di aprire un contenzioso legale ogni volta che non possono realizzare una grande opera
    31 agosto 2026 - David Lifodi
  • Pace
    Questo concetto ora, in Italia, è prevalentemente denominato "difesa nonarmata e nonviolenta"

    La difesa civile nonviolenta

    Per fare partecipare i cittadini alla difesa della società non basta voler immettere uno "spirito di difesa" nella popolazione civile, si tratta invece di preparare una vera "strategia di difesa" che possa mobilitare l'insieme dei cittadini in una "difesa civile" della democrazia.
    30 agosto 2026 - Jean-Marie Muller

Campagna: Ecoreati: non fermate i processi!

Promossa da: Associazione PeaceLink
La riforma della giustizia proposta dalla ministra Cartabia rischia di vanificare il prezioso lavoro della magistratura nel perseguire i cosiddetti ecoreati, e in particolare quelli per "disastro ambientale". Tali processi si rivelano spesso molto complessi dal punto di vista tecnico-scientifico. Applicare tempi eccessivamente stringenti alla fase delle indagini significherebbe non avere a disposizione elementi di prova tali da andare oltre il "ragionevole dubbio". Così pure i tempi per l'appello e la Cassazione devono tenere conto necessariamente della oggettiva complessità dei processi e della quantità dei testimoni.
Data di inizio: 31 luglio 2021
La riforma della giustizia è attualmente oggetto di dibattito.
Con questa petizione al Parlamento e al Governo italiano vogliamo segnalare un punto particolarmente critico della cosiddetta "riforma Cartabia". Tale punto riguarda il rischio di vanificare il prezioso lavoro della magistratura nel perseguire i cosiddetti ecoreati, e in particolare quelli per "disastro ambientale". I processi per "disastro ambientale" si rivelano spesso molto complessi dal punto di vista tecnico-scientifico. Applicare tempi eccessivamente stringenti alla fase delle indagini significherebbe non avere a disposizione elementi di prova tali da andare oltre il "ragionevole dubbio". Così pure i tempi per l'appello e la Cassazione devono tenere conto necessariamente della quantità dei testimoni e della oggettiva complessità dei processi, che non di rado coinvolgono anche pubblici amministratori compiacenti. Non deve essere consentita a questi ultimi la possibilità di "sfilarsi" dai processi più ampi perché questo incentiverebbe di fatto la corruzione e l'illegalità in generale.
Il processo Ambiente Svenduto, che ha coinvolto a Taranto oltre quaranta imputati, costituisce un esempio di processo estremamente complesso e articolato rispetto al quale una tempistica eccessivamente contratta porterebbe non ad un processo breve ma alla morte del processo stesso.
Una tempistica ristretta per appello e Cassazione porterebbe alla spasmodica ricerca, da parte delle difese, di un ostuzionismo esasperato per allungare i tempi nella speranza di giungere alla cosiddetta "improcedibilità".
L'articolo 13 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) sancisce: "Ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un'istanza nazionale". 
Precludere la possibilità di concludere il processo, con gli attuali tempi imposti dalla riforma, significherebbe pertanto negare la tutela dei diritti inviolabili dell'uomo, tutelati dall'articolo 2 della Costituzione Italiana. Nei processi per disastro ambientale sono quasi sempre in gioco i diritti tutelati dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo e quindi dalla Costituzione Italiana. Sarebbe gravissimo se la riforma della giustizia non tutelasse i diritti inviolabili dell'Uomo, compromessi dai disastri ambientali. Questo aumenterebbe i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) per mancata tutela dei diritti inviolabili dell'uomo da parte dello Stato italiano che - interrompendo i processi con la "improcedibilità" - non renderebbe giustizia alle vittime dei disastri ambientali, ai morti per inquinamento e per le omissioni letali nella sicurezza sui luoghi di lavoro.
Chiediamo pertanto al Parlamento e al Governo italiano di considerare, nella riforma in discussione, anche gli ecoreati, e in particolare il disastro ambientale, fra i reati per i quali prevedere una più realistica valutazione dei tempi necessari a far concludere i processi

Hanno già aderito: 5R ZERO SPRECHI , AmbienteVenezia , Associazione Laudato si’ - Un’alleanza per il clim , Associazione PeaceLink , Associazione per i Diritti dei cittadini , CASA PER LA PACE MILANO , Comitato genitori no inquinamento valle del Sacco , Comitato salute pubblica Piombino Val di Cornia , Coordinamento Comitati no autostrade Cr-Mn e Ti-Br , Coordinamento Nazionale No Triv , Cova Contro , Dalla parte dei più deboli , Ecopolis , Lega diritti dei popoli , MANI TESE , MEDICINA DEMOCRATICA, movimento di lotta per la sa , MIR Palermo APS , ODV Mottola Attiva , Rete NoWar - Roma , WILPF ITALIA , barbarafois@hotmail.com , casa del popolo di Settignano aps , Luciano Ardesi, Attac Italia, Angelo Baracca, Michele Boato, Patrick Boylan, LEO CORVACE, Michele Carducci, Daniele Conversi, Marinella Correggia, dott. Paolo Crosignani, Marco D’Auria, Noel Gazzano, Francesco Gesualdi, Carlo Gubitosa, Francesco Iannuzzelli, Francesco Lo Cascio, Alessandro Marescotti, Matteo Moder, dott.ssa Annamaria Moschetti, MAURIZIO PORTALURI, Elio Pagani, Gaia Pedrolli, Luigi Piccioni, Stefano Raccanelli, Peppe Sini, Marco Trotta, Olivier Turquet, Laura Tussi, Barbara Valenzano, Guido Viaele, fernando blasi, paolo cacciari, chiara castellani, linda maggiori

Aderisci:

Adesioni dal 31 luglio 2021: 2039 persone , 72 associazioni

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