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Armi chimiche in Siria: la presa di posizione di IPPNW

La preoccupazione di International Physicians for the Prevention of Nuclear War sugli effetti dell'uso delle armi chimiche e la richiesta di libero accesso agli ispettori ONU e all'attività dei medici nelle cure alla popolazione.
28 agosto 2013 - Roberto Del Bianco
Fonte: IPPNW - International Physicians for the Prevention of Nuclear War

IPPNW Logo In uno Statement pubblicato ieri, IPPNW esprime la sua preoccupazione sull'uso delle armi chimiche, in quanto capaci di produrre l'uccisione indiscriminata di un grande numero di persone, oltre a sofferenze estreme e disabilità a lungo termine. Qualsiasi deposito di armi chimiche presente in Siria dovrebbe essere messo in sicurezza fino alla loro eliminazione, cosa fattibile soprattutto con la cessazione delle ostilità.

Gli ispettori delle Nazioni Unite dovrebbero essere messi in condizione di agire senza ostacoli nel loro compito investigativo sul sospetto uso di tali armi, e nel caso ciò fosse verificato, gli autori dovrebbero essere posti al giudizio della Corte Penale Internazionale e processati per crimini contro l'umanità.

IPPNW chiede a entrambe le parti in causa di cooperare con le Nazioni Unite e con l'inviato speciale in Siria della Lega Araba, per la risoluzione del conflitto attraverso il dialogo. Sono inaccettabili le sofferenze della popolazione civile nelle aree controllate sia dal Governo che dalle forze dell'opposizione, e un cessate il fuoco dev'essere negoziato al più presto.

IPPNW chiede che venga fornito da parte dei medici un libero e sicuro accesso alla popolazione. E' inaccettabile, oltre che violazione della legge umanitaria internazionale, considerare come obiettivi di violenza le strutture mediche e il proprio personale.
Richiede urgentemente, a tutte le parti in conflitto nella guerra civile, di avviare dei negoziati per la risoluzione del conflitto. E chiede a tutte le altre Nazioni e organizzazioni di fermare l'invio di armi alla Siria.

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