Conflitti

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Siria, e se Trump colpisce un deposito di armi chimiche che succede?
    Realtà e propaganda sulle armi chimiche

    Siria, e se Trump colpisce un deposito di armi chimiche che succede?

    Le armi chimiche sono armi di distruzione di massa. Se un solo deposito chimico fosse colpito l'effetto sarebbe devastante. Dato che ciò non sembra essere avvenuto questa notte, è lecito pensare che gli obiettivi colpiti siano solo ad uso di propaganda.
    14 aprile 2018 - Alessandro Marescotti
  • Attacco illegale in Siria
    Stanotte Usa, Francia e GB hanno violato il diritto internazionale

    Attacco illegale in Siria

    L'Italia nella Costituzione, all'articolo 11, stabilisce che la guerra va ripudiata come strumento di risoluzione delle controversie internazionale e quella che è avvenuta recentemente (l'uso presunto di armi chimiche) è una controversia internazionale che va risolta con ispezioni imparaziali e non con i missili. Non osiamo immaginare quali conseguenze potrebbero causare quei missili se effettivamente colpissero un deposito di armi chimiche.
    14 aprile 2018 - Alessandro Marescotti
  • Siria, cercasi un nuovo Stanislav Petrov

    Siria, cercasi un nuovo Stanislav Petrov

    “Sono convinto che oggi il settore R&S (ricerca e sviluppo) della nonviolenza debba fare grandi passi avanti” (Alexander Langer 1991)
    13 aprile 2018 - Alessio Di Florio
  • Missili sui quartieri cristiani di Damasco, 5 morti: è una notizia?
    La guerra in Siria è finita?

    Missili sui quartieri cristiani di Damasco, 5 morti: è una notizia?

    I recenti sanguinosi attacchi contro i quartieri cristiani di Damasco dimostrano che purtroppo il conflitto perdura. Eppure le notizie dalla Siria non appaiono più sui mass media mainstream. Perché questo silenzio mediatico?
    10 gennaio 2018 - Redazione Pressenza (Italia)
Siria, una guerra senza i buoni ma solo con i cattivi

"Ma insomma chi mi vuole ammazzare?"

Occorre esercitare un ragionevole scetticismo quando le grandi potenze spacciano per oro colato le loro informazioni e quando assicurano di avere pronta una soluzione basata sulla guerra. Con chi stare allora? La risposta sembra retorica, ma è anche l’unica moralmente accettabile: stare con il popolo siriano.
14 aprile 2018 - Alessandro Marescotti

Ma insomma chi mi ha ammazzato?

"Non sappiamo come andrà a finire in Siria, e non sappiamo chi vincerà la guerra delle grandi potenze, fra Stati Unitie Russia, e la guerra perl’egemonia nel mondo islamico medio-orientale, fra Iran, Arabia Saudita e Turchia. Ma sappiamo con certezzachi perderà: il popolo siriano".

Questo scrive oggi Massimo Introvigne sul Nuovo Quotidiano di Puglia in un editoriale intitolato "IN SIRIA UNA GUERRA LUNGA E ATROCE SENZA I BUONI".

E aggiunge: "I rapporti delle organizzazioni umanitarie più indipendenti, a partire da quelle cristiane, sono terrificanti".

Tra i ribelli i collegamenti con l'ISIS sono inquietanti e terribili sono gli attentati e le violenze di cui si macchia chi lotta contro Assad. Le loro bombe "esplodono nelle aree più frequentate dai civili - comprese le stazioni degli autobus e degli ospedali -, facendo ogni volta decine e spesso centinaia di morti". Dall'altra parte il regime: "Il governo di Assad - spesso con responsabilità dirette dei suoi alleati iraniani e russi - è a sua volta accusato di atrocità e massacri".

Con chi stare?

La conclusione di Introvigne è amara ma purtroppo realistica: "Occorre farsene una ragione: in Siria non ci sono i «nostri», non ci sono «buoni» di cui augurarsi la vittoria. Ci sono solo cattivi, alcuni forse più cattivi degli altri: ma il giudizio non è sempre facile e le fake news abbondano. Con chi stare? La risposta sembra retorica, ma è anche l’unica moralmente accettabile: stare con il popolo siriano. Stare con le vittime vuol dire non prendere per oro colato le proteste di innocenza di nessuna milizia, ed esercitare un ragionevole scetticismo quando le grandi potenze assicurano - e lo fanno da troppi anni - di avere pronta una soluzione". 

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.7 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)