Nuovo Appello di Un Ponte Per: Fermiamo il massacro di Falluja
Siamo ormai al ventitreesimo giorno dell'assedio di Falluja, iniziato il 6 aprile quando le truppe statunitensi hanno circondato la città chiudendo con muri di sabbia tutte le vie di accesso e lanciando un attacco militare dalla terra e dal cielo. Centinaia i civili già morti, comprese donne e bambini; decine di migliaia di persone hanno dovuto lasciare la città ed ora si trovano ospitati in ricoveri di fortuna a Baghdad e in tutta l'area circostante. E' in corso una "punizione collettiva" della popolazione della città, come è stata definita da esponenti dello stesso Consiglio di Governo iracheno, per aver resistito alla occupazione militare statunitense. A Falluja sono state violate tutte le convenzioni internazionali A Falluja è stato negata la istituzione di zone di sicurezza e di corridoi umanitari per soccorrere i feriti ed inviare aiuti A Falluja è stato impedito ai feriti di raggiungere l'ospedale cittadino A Falluja cecchini statunitensi hanno sparato sulle ambulanze, su persone che entravano ed uscivano dagli ospedali, su persone con le mani alzate o che brandivano bandiere bianche. A Falluja è stato impedito alla popolazione in fuga di uscire dalla città A Falluja sono state utilizzate bombe a grappolo e negli ultimi giorni sono stati effettuati più bombardamenti aerei su zone civili. Tutto ciò è stato fatto dai "nostri migliori amici", senza che nemmeno una protesta si sia levata da parte del nostro governo. Chiediamo che il Governo e le forze politiche italiane condannino con forza il massacro di Falluja e si attivino per evitare che accada la stessa cosa nella città santa di Najaf. Chiediamo che il Governo e le forze politiche italiane sostengano la richiesta del Consiglio Cittadino della città di Falluja per un intervento urgente del Segretario Generale dell'Onu. Invitiamo la società civile italiana e il movimento per la pace a mobilitarsi con urgenza
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