Conflitti

E' online la registrazione del quarto webinar di PeaceLink sull'Ucraina

Segui la mobilitazione per la pace, promuovila nella tua città, condividila in rete

Sul calendario di PeaceLink ci sono gli appuntamenti città per città. Chi ha da proporre iniziative può intervenire al webinar del mercoledì alle ore 21 coordinandosi con le iniziative di pace che stanno riprendendo slancio in queste ore.
15 febbraio 2022

No alla guerra in Ucraina

Il questo incontro online trovate varie voci di approfondimento e anche la proposta di mobilitazione del 24 febbraio prossimo.

Mentre alcuni attendono l'attacco russo all'Ucraina, noi ci diamo appuntamento per verificate in quali città si stanno organizzando iniziative.

Clicca su www.peacelink.it/diretta e avvisa quante più persone del webinar del mercoledì alle ore 21. E' un appuntamento ormai fisso.

Il calendario delle iniziative nazionali per la pace è su www.peacelink.it/calendario

Per inserire un evento di pace (la riunione per costituire un comitato e una iniziativa all'aperto) clicca su www.peacelink.it/segnala

Il panorama generale informativo sull'Ucraina è su www.peacelink.it/ucraina mentre sempre più persone e associazioni stanno firmando l'appello per diventare operatori di pace in questo difficile momento: www.peacelink.it/campagnaucraina

Alcuni interventi di mercoledì scorso (quarto webinar)

Padre Ciprian Stanca (Tradotto da Stefano Mensio)

Un saluto con la fiducia in Dio e nella Pace. In Dobroja, la regione dove si trova Costanza ci sono molte etnie e religioni diverse. Da qui viene il loro invito alla pace, perché è possibile vivere in pace assieme. La Chiesa deve rivolgere queste parole di pace e spingere in questa direzione i governanti, facendo presente che anche la gente comune ha qualcosa da dire. La democrazia si costruisce solo tramite uno sforzo collettivo. La Chiesa Ortodossa romena è in rapporti molto buoni con l'Ucraina e la sua popolazione, e sostiene il desiderio di pace del popolo ucraino.

Stefano Mensio aggiunge che la Romania sta seguendo la Francia sulla linea del dialogo. In Romania non soffiano venti di guerra.

Giovanni Cimbalo

Putin è stato ricevuto in questi giorni dal patriarca della chiesa ortodossa Romena, alla quale ha chiesto di intercedere per facilitare il processo diplomatico. Dal 1994 l'istituto IRI, finanziato dal dipartimento di stato USA, sostiene i movimenti sociali che chiedono l'avvicinamento dell'Ucraina all'occidente, il che è un fattore di tensione in una zona critica di frontiera tra la Russia e l'Europa. Il ruolo delle chiese è molto importante nella crisi Ucraina, perché dopo il distacco dal blocco sovietico ha cercato una sua indentità anche attraverso l'autocefalia della sua chiesa ortodossa, che si è svincolata dall'autorità della chiesa ortodossa Russa. C'è anche un ruolo importante svolto dai cappellani militari che operano nell'esercito, che hanno un'associazione legata all'associazione internazionale dei cappellani militari con sede a Washington. E' una situazione che mette in difficoltà le chiese e il loro ruolo di operatori di pace. Il rischio è che le chiese siano coinvolte nel conflitto e silenziate nella loro capacità di fare opposizione alla guerra. E' una situazione complessa che crea divisioni profonde all'interno della società ucraina, e schierarsi per la pace è estremamente difficile. In realtà l'Ucraina è un paese formato da tanti popoli, con tradizioni diverse, dove la tradizione russa è molto radicata. La Russia nasce a Kiev, poi il baricentro si sposta verso Mosca. L'area di crisi del Donbass è l'area dalla quale storicamente sono partiti tutti i tentativi seri di invasione della Russia da parte degli oppositori della rivoluzione russa.

Sebastiano Canetta (da Berlino)

"Il movimento per la pace è debole di fronte alla gravità della minaccia": è quello che è stato detto a gennaio alla conferenza di apertura della fondazione Rosa Luxemburg. Ci sono riunioni a tutti i livelli: politici, sindacali, mediatici e associativi, da cui sono emersi dei punti fermi. Concetto dell'equidistanza: sono tutti "colpevoli", non si sta né con la Nato né con la Russia. Bisogna tornare a parlare di politica estera. Non bisogna confondere la questione del conflitto in Ucraina con la questione dei profughi. Si sono sollevate anche questioni pratiche: Amburgo porto libero dalle armi, mentre oggi tre container al giorno di armi partono verso paesi in conflitto. C'è una forte mobilitazione sociale, con decine di punti di raccolta firme. Mobilitazione contro l'acquisto dei nuovi bombardieri nucleari F35 che rimpiazzeranno i vecchi Tornado. Questo acquisto farebbe svanire i progetti di cacciabombardieri europei con la Francia, indebolendo l'asse franco-tedesco. C'è un rischio che i verdi tedeschi, con il vicecancelliere che ha una posizione filoucraina, pendano verso un intervento armato. Nel contratto di coalizione accettato dai verdi sono previsti anche i droni armati.

 

Articoli correlati

  • Appello di IPPNW sugli attacchi alla centrale di Zaporizhzhia
    Conflitti
    "Condurre una guerra in un paese con reattori nucleari operativi non è mai accaduto e rompe un tabù"

    Appello di IPPNW sugli attacchi alla centrale di Zaporizhzhia

    L'appello dai medici di IPPNW ai governi rappresentati alla Conferenza di Revisione del TNP, affinché venga fatto ogni sforzo per evitare attacchi militari alle centrali nucleari. E' la risposta urgente e decisa alla situazione critica presso la centrale ucraina di Zaporizhzhia.
    13 agosto 2022 - Roberto Del Bianco
  • Se il mondo va in guerra
    Cultura
    Poesia

    Se il mondo va in guerra

    Se il mondo va in guerra / voglio solo dirti che ti amo, / che l'amore non basta / in questa terra di fiori e di roghi,/ che dovrebbe esserci / la tua bellezza in ogni angolo
    26 febbraio 2022 - Dale Zaccaria
  • L'ipocrisia di chi non vuole una soluzione ma il predominio militare
    Pace
    La classe dominante occidentale ci sta portando verso la terza guerra mondiale

    L'ipocrisia di chi non vuole una soluzione ma il predominio militare

    Sarei felice di unirmi al coro delle condanne alla Russia se, ogni volta che condanniamo il fatto — del tutto condannabile — che Mosca bombarda l'Ucraina, si aggiungesse anche: “E noi ci impegniamo a non fare mai più nulla di simile in futuro".
    3 luglio 2022 - Carlo Rovelli
  • Perché non armare gli ucraini è una strategia moralmente migliore
    Pace
    E' moralmente sbagliato armare gli ucraini perché li condurrà sulla strada del disastro

    Perché non armare gli ucraini è una strategia moralmente migliore

    Se si armano gli ucraini alla fine si arrecherà un grave danno all'Ucraina. Mentre l'Occidente arma l'Ucraina, i russi reagiranno e finiranno per fare ancora più danni all'Ucraina di quanti ne siano stati fatti finora.
    3 luglio 2022 - John Mearsheimers
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)